Sinner, un sorriso complice e tutto è cambiato: intesa perfetta

Sinner, gli è bastato un sorriso per ritrovare la retta via e rinsavire: il gesto che non è passato inosservato.

Nel giorno del suo ventunesimo compleanno, Jannik Sinner si è fatto un gran bel regalo: una vittoria che gli è valsa l’accesso al secondo turno del Masters 1000 di Cincinnati. Non che sia stato facile, intendiamoci. Thanasi Kokkinakis è riuscito a indispettirlo un bel po’, più di chiunque altro probabilmente.

Sinner
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Raramente l’altoatesino perde le staffe, ma stavolta è successo. Il fatto di non riuscire a disinnescare l’australiano ha messo a dura prova i suoi nervi, tanto che, ad un certo punto, è letteralmente esploso. Ma è stato in quel momento che lì, da qualche parte, ha trovato l’energia e la motivazione per andare avanti.

Non suderà meno, oggi. Il secondo avversario di questo percorso ad ostacoli sarà Miomir Kecmanović, un next gen di quelli tosti assai. Il rischio che si imbattesse nuovamente in Pablo Carreno Busta, l’iberico che 7 giorni fa lo ha buttato fuori dalla competizione di Montreal, è stato altissimo, ma alla fine l’ha scampato.

Sinner, il riscatto da uno sguardo

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Il suo nuovo supercoach, Darren Cahill, non ha dubbi: Jannik può farcela e, dice lui, sicuramente, ce la farà. Non solo a vincere un Masters 1000, ma ad andare ancor più lontano. Così lontano da toccare uno Slam con un dito, da issarsi fin sulla vetta del ranking Atp.

Il lavoro che Sinner sta facendo con lui e con Simone Vagnozzi inizia a dare i primi frutti. Il servizio è migliorato, così come il gioco a volo e la transizione a rete, ragion per cui l’australiano è convinto che abbia tutti i mezzi per imporsi nel circuito. “È importante però che ragioni in prospettiva – ha detto Cahill a Ubitennis – che sappia che tipo di tennis vuole giocare nel giro di due anni e faccia di tutto per arrivarci”.

Tra di loro sembra essersi creata una bella energia e lo dimostra il fatto che ieri, proprio quando era lì lì per perdere la testa, Jannik abbia guardato proprio lui. L’altoatesino e Cahill si sono scambiati un sorriso di complicità e da quel momento in poi il ragazzo non ha sbagliato più nulla, portando a casa il tie break e ritrovando la ragione dopo quell’attimo di rabbia.