Sinner, l’erba del vicino è sempre più verde: rivali ma non troppo

Sinner e i preziosi consigli del suo rivale numero uno: in un’intervista il retroscena inaspettato sul campione.

Per Matteo Berrettini la vetta di Montreal sarà un po’ più ripida di quanto non lo sia, invece, per Jannik Sinner. L’altoatesino ha beneficiato di un bye, mentre il romano dovrà giocare, a differenza sua, anche il primo turno. Primo turno che, peraltro, non sarà proprio una passeggiata di salute.

Sinner
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Ad attenderlo ci sarà Pablo Carreno Busta, un giocatore che sa il fatto suo e che sa destreggiarsi bene su tutte le superfici. Il numero 2 l’Italia lo ha però battuto, all’inizio del 20220, agli Australian Open e questo ci fa ben sperare per il prosieguo della sua avventura nella terra canadese.

L’amarezza per quanto ha perso, però, resta. Berrettini non è più il re del tennis azzurro e ha anche perso così tanti punti, a causa dei problemi fisici degli ultimi mesi, da essere stato catapultato fuori dalla top ten in cui sguazzava da tempo immemore. Al suo posto adesso c’è proprio il giovane altoatesino, nuovo numero 1 d’Italia.

Sinner a lezione da Berrettini: l’ “invidia” che fa crescere

Sinner
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Ma sbaglia chi pensa che i due vivano in maniera negativa questa inevitabile competizione. A sentire Santopadre, e a giudicare dalle dichiarazioni che ha rilasciato a Sportface, i rapporti tra di loro sarebbero ottimi. Così come lo sono con gli altri italiani del circuito, che come Matteo stanno facendo grandi cose.

Quando gli è stato chiesto come viva l’escalation azzurra, il suo coach ha risposto così: “Con una sana invidia e una spinta per fare del suo meglio. I successi dei più giovani sono un motivo d’orgoglio per tutto il movimento. Vedo Matteo sempre più responsabilizzato e pronto a dispensare consigli. Anche lui è stato aiutato da chi lo ha preceduto”.

Sul legame con Sinner dice, invece, che “sono due ragazzi con sani valori che lavorano sodo per raggiungere i propri obiettivi. Lo definirei un rapporto basato sulla stima reciproca, non solo per ciò che rappresentano dentro al campo. Ci sono molte similitudini caratteriali“. E del resto, si sa, two is meigl che one.