Alcaraz affronta i suoi mostri: a Montreal per dimenticare

Alcaraz ancora alle prese con il suo incubo peggiore: sarà in grado, l’avventura in Canada, di guarirlo una volta per tutte?

Gli ultimi due weekend di luglio non sono stati proprio il massimo. Carlos Alcaraz ha subito due sconfitte molto pesanti a distanza di soli sette giorni e per mano, come se non bastasse, di due italiani. Il primo a metterlo ko è stato Lorenzo Musetti, che nella finale di Amburgo è stato semplicemente straordinario.

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Jannik Sinner ha poi dato il colpo di grazia all’iberico ad Umago, dove ha vinto in tre set e conquistato il trofeo croato al culmine di un match dalle mille e una notte. Diciamo pure che in Canada non ci è arrivato col morale alle stelle, il giovanissimo spagnolo, ma con l’orgoglio, semmai, in frantumi.

Gli italiani sono ormai per lui un vero e proprio incubo. Prima ancora di Musetti e Sinner anche Matteo Berrettini gliele aveva date di santa ragione in quel di Melbourne, in occasione degli Australian Open. Ed è per questo motivo che Alcaraz è intenzionato, ora, a combattere i suoi mostri.

Alcaraz, via il dente, via il dolore: in campo con Berrettini

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Il fenomeno di Murcia non è un tipo che si arrende. Giammai. Se è arrivato alle soglie della top 3 a 19 anni è perché ha una determinazione e un coraggio da fare impallidire perfino i titani. Non si tira mai indietro e non lo ha fatto neanche ieri, quando ha deciso di prendere la situazione di petto e di fare qualcosa che lo aiutasse a “guarire“.

C’è un solo modo per superare i traumi e lasciarsi alle spalle la paura: affrontarla. E non è un caso, dunque, che Alcaraz, al suo arrivo a Montreal, abbia deciso di allenarsi proprio con un azzurro. Via il dente, via il dolore.

Carlitos ha fatto pratica nientepopodimeno che con Berrettini, dimostrando di voler cancellare il suo timore degli italiani. Potrebbe anche avere un’occasione per dimostrare di esserci riuscito, dal momento che il tabellone principale prevede un possibile incrocio tra lui e Sinner ai quarti di finale del Canada Open. Resa dei conti in vista?