Berrettini l’ha conquistata: Alcaraz tradito sotto gli occhi di tutti

Berrettini, un altro italiano la spunta contro il baby fenomeno di Murcia: ennesimo duro colpo per Alcaraz.

I ricci ribelli, la carnagione mediterranea, il sorriso perfetto. Sarebbe superfluo chiedersi perché Matteo Berrettini, un metro e 96 di muscoli magnificamente scolpiti, faccia strage di cuori ovunque vada, a qualunque latitudine. La sua è una bellezza oggettiva, un’arma della quale non gli piace, però, che si parli troppo.

Berrettini
©️LaPresse

Vuole essere giudicato per il suo tennis e non per quello che Madre Natura e mamma Claudia gli hanno donato, ossia un fascino universalmente riconosciuto. Gli piace molto, invece, unire l’utile al dilettevole: ha accettato di buon grado, infatti, l’incursione nella moda e il contratto da testimonial con cui Boss lo ha ingolosito.

Ha migliorato il suo rovescio ma ha anche imparato a posare alla perfezione, il bell’Adone romano che la prossima settimana esordirà sul cemento di Montreal. Sa posare così bene, ora, che la foto che si è guadagnata una tra le copertine più esclusive sul mercato ha fatto faville.

Berrettini, che smacco per Alcaraz

Berrettini
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C’è proprio Berrettini sulla cover del nuovo numero di GQ España, che ha ben pensato di dedicargli la prima pagina e anche una succosissima intervista a tema prevalentemente sportivo. Il tradimento si è dunque consumato così, sotto gli occhi di tutti, nella maniera più clamorosa possibile.

Sarà stato un duro colpo per Carlos Alcaraz, iberico doc, trovare sulla copertina del noto magazine nientepopodimeno che uno dei suoi tre incubi peggiori, ossia l’avversario romano. Il primo italiano a batterlo e a dare il via a quel filotto di sconfitte azzurre è stato proprio lui, seguito a ruota, poi, da Jannik Sinner e Lorenzo Musetti.

Non sorprende che abbia, adesso, una certa paura degli italiani, che in un modo o nell’altro sono sempre riusciti a frenare la sua avanzata. A maggior ragione ora che Berrettini ha conquistato la cover del suo Paese. E sono in pochi a poter dire la stessa cosa, ad essere stati in grado di mettere i bastoni tra le ruote a quel fenomeno di Murcia che pareva inarrestabile.