Berrettini meglio di Nadal e Sampras: l’assist delle statistiche

Berrettini meglio di Nadal e Sampras, numeri pazzeschi per l’azzurro sulla superficie verde: ecco perché può sognare. 

La finale di Wimbledon conquistata lo scorso anno si può considerare come una sorta di “laurea specialistica”. Matteo Berrettini, raggiungendo quel sensazionale traguardo ai Championships – il primo tennista azzurro di sempre a riuscirci – s’è guadagnato di diritto un posto nel ristretto club dei cosiddetti “erbivori”, gli specialisti della superficie verde.

Matteo Berrettini ©️LaPresse

Evento abbastanza raro, essendo quella italiana una fucina prevalentemente di “terraioli”, ossia quei giocatori che si trovano più a loro agio sulla terra rossa. Il romano, attualmente numero uno d’Italia, ha subito instaurato un feeling particolare con l’erba, pur avendo modo di giocarci solamente poche settimane all’anno. La crescita di Berrettini è stata esponenziale negli ultimi tre anni ma è proprio sul tappeto verde che sta facendo vedere le cose migliori. Domenica scorsa, appena rientrato da uno stop di tre mesi, l’azzurro è ripartito inanellando ben quattro vittorie di fila, come se non si fosse mai fermato. Ha vinto a Stoccarda e adesso insegue il suo secondo trionfo nel prestigioso torneo del Queen’s, a Londra. La striscia di successi intanto si è allungata a sette e in questo momento il suo prossimo scalpo potrebbe essere quello dell’olandese Botic van de Zandschulp, suo avversario nella semifinale dell’Atp 500 londinese.

Berrettini meglio di Nadal e Sampras, la percentuale che fa sognare i tifosi dell’azzurro

Berrettini
Matteo Berrettini ©️LaPresse

Ma come mai Berrettini riesce ad essere così dominante sull’erba? Qual è il suo segreto? Sicuramente il fatto di possedere uno dei migliori servizi del circuito lo aiuta parecchio. Ma sarebbe sbagliato ridurre tutto esclusivamente a quello. L’italiano spesso pecca nel rovescio, eppure negli ultimi tempi sembra migliorato anche da quel punto di vista. Fondamentale anche saper rispondere, concedere poche palle break oppure restare lucido nei momenti difficili, quando la pallina pesa di più. Caratteristiche che non mancano a Berrettini, che difatti su questa superficie ha vinto ventotto volte in trentaquattro partite.

Vale a dire una percentuale dell’83,8%: un numero pazzesco che lo proietta tra i primi cinque di sempre nell’Era Open. Appena dietro a mostri sacri del tennis – Roger Federer, John McEnroe, Novak Djokovic e Rod Laver – e soprattutto davanti a campioni del calibro di Rafa Nadal e Pete Sampras. Tutta gente che ha almeno una vittoria a Wimbledon in bacheca: chissà che presto non ci riesca anche lui.