Sinner mette la freccia, Berrettini non ci sta: sono giorni decisivi

Sinner e Berrettini continuano a rincorrersi. Per il romano non è ancora detta l’ultima parola: ecco cosa potrebbe succedere.

Ormai lo abbiamo accettato: se anche Matteo Berrettini dovesse vincere tutti i tornei sull’erba, la sua discesa verso gli “inferi” non si arresterebbe. La non assegnazione dei punti a Wimbledon lo penalizzerà come nessuno avrebbe mai osato pensare, portandogli (ingiustamente) via un bottino che si era guadagnato lottando come un leone nell’arena inglese.

Sinner
©LaPresse

L’ipotesi, all’alba di questa settimana ormai quasi giunta al termine, era che il sorpasso di Jannik Sinner ai danni del romano fosse ormai imminente. Ma i berrettiniani saranno felici di sapere che in realtà non è ancora detta l’ultima parola. Che i danni possono ancora essere contenuti.

Matteo ha perso i 590 punti che aveva guadagnato vincendo al Queen’s lo scorso anno e qualificandosi come semifinalista ad Halle. C’è ancora qualche speranza di risalire il ranking però, considerando che sull’erba tedesca ha fatto benissimo e che anche sui prati inglesi – fatti i dovuti scongiuri – sta andando come tutti speravamo.

Sinner, Berrettini è pronto al controsorpasso

Sinner
©LaPresse

Ora che ha vinto contro l’americano Denis Kudla, il romano si è portato a quota 3070 punti. Ne ha solo 55 in meno di quelli vantati dall’altoatesino. Gli sta col fiato sul collo, praticamente, ma il controsorpasso potrebbe essere addirittura più vicino di quanto pensassimo.

Un’eventuale terza vittoria al Queen’s – oggi Berrettini sfiderà Tommy Paul – gli varrebbe 90 punti e gli permetterebbe, dunque, di tornare davanti a Sinner, al 12esimo posto del ranking Atp. Nel caso in cui dovesse accedere alla finale nel mitico club londinese, il numero dei suoi punti salirebbe a quota 3280.

Ne conquisterebbe altri 200 in più, infine, qualora si confermasse campione del torneo sull’erba che sente particolarmente “suo”. E non è tutto. Matteo deve sperare che Hubert Hurkacz non arrivi in finale ad Halle, perché è questo l’unico modo che ha per rientrare in top ten. Almeno per un po’. Almeno finché la scure di Wimbledon non si abbatterà sul suo tesoretto.