Berrettini suda e fa sudare: panico tra secondo e terzo set

Berrettini suda e fa sudare, per quasi tre ore l’azzurro ha tenuto con il fiato sospeso i suoi tifosi: adesso i quarti di finale con Paul. 

Prendendo in prestito una metafora calcistica, potremmo dire che Matteo Berrettini si è salvato in calcio d’angolo. Forse una delle prestazioni peggiori esibite sull’erba, la superficie preferita e sulla quale sta riscuotendo i maggiori successi, per il tennista romano. Al punto che anche un avversario tignoso ma non certo irresistibile come Denis Kudla stava per approfittarne, mettendo in grossa difficoltà il campione in carica del Queen’s.

Matteo Berrettini ©️Ansafoto

Sarà l’insolito caldo londinese – nella capitale inglese non si raggiungevano temperature così alte da tempo – oppure qualche postumo del lungo stop per infortunio, fatto sta che il numero uno d’Italia è riuscito ad evitare un’eliminazione che sarebbe stata pesante da digerire. Peraltro contro un tennista alla sua portata, ripescato dopo aver perso l’ultima partita delle qualificazioni. Doveva essere una passeggiata per l’ultimo finalista di Wimbledon. Ed invece sono serviti tre lunghi set per mettere fuori gioco lo statunitense e avanzare ai quarti di finale. Dove, nella giornata di domani, si scontrerà con Tommy Paul.

Berrettini suda e fa sudare, l’azzurro in giornata no ma avanza lo stesso

Che la strada fosse in salita lo si è capito già dal primo set, vinto a sorpresa 6-3 da Kudla. L’italiano si è poi parzialmente riscattato nel secondo, facendo valere le sue doti nel tie break. Nel terzo altra battaglia: tanti errori, persino con il dritto, il fondamentale migliore insieme al servizio, hanno rimesso continuamente in partita l’americano. Due ore e quarantasei minuti: tanto è durata la “maratona” di Berrettini per piegare Kudla, numero 82 del ranking Atp. Il romano non ha brillato, senza dubbio, ma ha confermato ancora una volta di avere la mentalità del campione. Cioè di non arrendersi mai, neanche in quella che possiamo definire a tutti gli effetti una giornata “no”.