Scintille al Roland Garros: i social condannano il gesto

Roland Garros, quello che è successo in campo ha dell’incredibile: il video e la condanna da parte del popolo dei social.

Ci sono voluti quattro set e un sacco di energie, per spegnere il diciannovenne che tanto si era dato da fare in questo Roland Garros. Holger Rune era famelico, sicuro di sé e dei suoi colpi. Ma la sua voglia di arrivare, a quanto pare, non è bastata: non è stato lui ad aggiudicarsi l’accesso alle semifinali dello Slam parigino.

Roland Garros
©️LaPresse

Ad avere la meglio, in un match comunque agguerritissimo, è stato Casper Ruud. La sua esperienza, decisamente superiore a quella del giovane danese, gli ha permesso di tirarsi fuori da qualche situazione complicata. Nonché di riportarsi in vantaggio dopo che il suo avversario aveva pareggiato i conti.

Una gara tesa e ricca di colpi di scena insomma, con in palio un bottino al quale nessuno dei due sembrava proprio voler rinunciare. Peccato solo che la “bellezza” di questa partita combattutissima sia stata macchiata, alla fine, da un gesto che non è passato inosservato né in campo e né agli occhi degli spettatori che se la sono goduti in tv.

Roland Garros, lo scivolone poco elegante di Rune

La tensione ieri si tagliava a fette, dicevamo, sul rosso di Parigi. I due tennisti se le sono date di santa ragione a suon di colpi e di sguardi, ma quello che è successo dopo che Ruud ha scoccato la sua ultima freccia non è stato troppo bello.

Al momento dei saluti sotto rete, Rune è stato gelido. Ha stretto la mano di malavoglia al norvegese senza neanche guardarlo in faccia. Lasciando trasparire, con questo gesto sicuramente poco sportivo, tutta la rabbia che comprensibilmente stava covando in quel frangente.

A quel punto si è allontanato di fretta verso la panchina, il tutto sotto gli occhi increduli del pubblico e di Ruud che scuoteva la testa come incredulo. Il comportamento del giovane danese non è piaciuto neanche un po’ al popolo dei social, tant’è che su Twitter sono in tanti ad averlo condannato e ad aver sentenziato che, stando così le cose, la sconfitta se l’è meritata.