Berrettini non si fascia la testa: “I dati parlano chiaro”

Berrettini e Santopadre si affidano ai numeri: a pochi giorni dal rientro in campo il team del campione fa i conti e sorride.

Matteo Berrettini arriverà a Stoccarda nel weekend. Con lui ci sarà un’allegra carovana felice, finalmente, di ricominciare a girare il mondo a caccia di gioie e di trofei. Incluso, ovviamente, il suo inseparabile allenatore, che più che un coach è ormai un amico vero: Vincenzo Santopadre.

Berrettini
©️Ansafoto

Ed è a lui che Spazio Tennis ha voluto scucire qualche dichiarazione prima che fosse tempo, per tutto il team del campione romano, di tornare a quella normalità che tanto è mancata a tutti loro. E anche ai fan del viceré di Wimbledon, considerando che la sua assenza dal circuito si è sentita in maniera prepotente.

Il quadro che Santopadre restituisce ai lettori è tutto sommato positivo. Lui, che di Berrettini ne è praticamente l’ombra, assicura che il tennista sta bene come non mai. Fisicamente, per fortuna, ma soprattutto psicologicamente. Pare addirittura che a livello di umore questa pausa sia stata un toccasana, per lui.

Se Berrettini non soffre di vertigini

Berrettini
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Ora come ora c’è solo la voglia di tornare a fare ciò che più ama. Tutto il resto è contorno. È marginale. Incluso il fatto che la non assegnazione dei punti a Wimbledon, che resta il suo obiettivo numero uno, si abbatterà come una scure sul suo bottino. Berrettini possiede al momento 3805 punti, 2275 dei quali sono in scadenza.

La cosa non sembra tuttavia impensierire né lui e né, tanto meno, Santopadre. “Abbiamo sempre ragionato – ha detto il coach a Spazio Tennis – con l’idea di vedere sempre il meglio e le varie situazioni nelle loro totalità. Per coltivare la mentalità vincente bisogna essere bravi a vedere il bicchiere mezzo pieno. Per perdere tutti questi punti significa che Matteo li aveva collezionati ed aveva goduto di questi risultati. Vuol dire che può ripetersi e migliorare ancora. Non c’è preoccupazione sotto questi termini”.

“La nostra unica preoccupazione come team – aggiunge Vincenzo – è che sia in salute e possa giocare. I dati dicono che Matteo negli ultimi anni ha una media di vittorie per partite giocate tra le migliori al mondo. Preoccuparsi oggi sarebbe deleterio e vorrebbe dire essere poco oggettivi. Mi preoccuperei se da qui ai prossimi tre anni vincesse il 30% delle partite, ma non è quella la sua media. Prevenire gli infortuni sì, fasciarsi la testa prima no”. Una filosofia interessante. Che rincuora. E che, soprattutto, fa ben sperare per l’epilogo di una stagione che potrebbe ancora prendere una piega inaspettata.