Ajla Tomljanovic, Berrettini fa parte del passato: un nuovo inizio a Parigi

Ajla Tomljanovic ha trovato a Parigi quello di cui era in cerca: qualcosa che potesse restituirle il sorriso. Ecco perché è così felice.

No. Decisamente no. Non era affatto scontato che Ajla Tomljanovic potesse passare indenne il primo turno del Roland Garros. Non perché non ne abbia le facoltà o le competenze, ma perché il sorteggio del tabellone principale aveva voluto per lei un incontro quasi proibitivo con una top ten.

Ajla Tomljanovic
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Statisticamente parlando, non aveva molte possibilità di vincere contro Anett Kontaveit. La bionda tennista, nativa di Tallin, è la quinta miglior tennista sulla piazza. E, almeno sulla carta, era lei la favorita. L’ex fidanzata di Matteo Berrettini è invece riuscita a ribaltare il pronostico e a rimanere aggrappata alla sua avventura parigina.

Il Roland Garros riaccende in lei meravigliosi ricordi e forse è proprio per questo motivo che sulla terra rossa ai piedi della Tour Eiffel riesce a dare il meglio di sé. Su quello stesso campo, nel 2014, mise a segno una vittoria molto simile: batté l’allora 3 del mondo, Agnieszka Radwanska, come se fosse la cosa più semplice mai fatta prima d’allora.

Ajla Tomljanovic a Parigi per ritrovare se stessa

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La sfida che mette in palio un posto per il terzo turno dello Slam francese dovrebbe essere, teoricamente, più semplice della prima. Per la Tomljanovic stavolta c’è Varvara Gračëva, che a livello di ranking non se la passa bene quanto la precedente avversaria della tennista croata naturalizzata australiana.

La russa è 71esima in classifica e ha 21 anni soltanto, ragion per cui non vanta la stessa esperienza di Ajla, che di anni ne ha 29 e che potrà fare affidamento sulla saggezza propria dei giocatori che bazzicano tra Slam e tornei praticamente da sempre. E questo potrebbe fare la differenza.

Nel frattempo, l’ex lady Berrettini si sta godendo la città dell’amore e le sue infinite possibilità. Inclusa, ovviamente, la felicità derivante dal fatto di aver vinto una gara che pareva impossibile e che, invece, ha saputo affrontare col piglio giusto. Col piglio di una fenice che vuole rinascere dopo un momento buio e dopo una rottura che non sarà stata facile da digerire.