Alcaraz e le tentazioni di Parigi: il rischio è alto

Alcaraz rischia grosso. Ecco cosa ha detto il baby fenomeno di Murcia che è già passato al secondo turno del Roland Garros.

Dire che gli ultimi successi abbiano giovato alla sua autostima sarebbe poco. Carlos Alcaraz a Parigi sta facendo sfoggio di una sicurezza che in genere appartiene solo ai campioni di lungo corso. Quello che lui stesso, probabilmente, un giorno diventerà. E non ci stupisce affatto che sia tra i favoriti di questo Roland Garros.

Alcaraz
©️LaPresse

Il baby prodigio venuto da Murcia sente che quel momento è arrivato. Quello di vincere uno Slam, intendiamo. Si sente pronto, a dispetto della sua giovane età, per mettere il sigillo su un’ascesa che è ormai innegabile. Su un cammino che ha stupito per modi, tempistiche e, soprattutto, stile.

“Non ho paura – ha detto dopo aver messo ko Londero in tre set, come fa sapere la Gazzetta dello Sport – di dire che sono pronto a vincere uno Slam. Fisicamente mi sento benissimo e mentalmente sono molto solido. Ho le qualità atletiche e mentali del giocatore che può arrivare fino in fondo e il livello del mio tennis mi sta sostenendo”.

Alcaraz, accademia vs vita di città

Alcaraz
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L’ambizione non gli manca. La fretta, neppure. “Sono un ragazzo con le idee abbastanza chiare – ha aggiunto – ho ben impresso in testa quello che considero l’obiettivo più importante, il mio sogno principale: diventare numero uno del mondo e non importa quanti tornei mi serviranno e quante cose dovranno funzionare: voglio riuscirci nel minor tempo possibile”.

Dovrà stare molto attento, però, se vuole riuscirci. Ridurre le distrazioni al minimo. Rimanere concentrato. Evitare qualunque cosa, in sostanza, possa distoglierlo dall’obiettivo che intende raggiungere. Lui lo sa bene ed è per questo motivo che, come raccontavamo qui, vive in un modestissimo bungalow nell’area dell’accademia del suo coach, Juan Carlos Ferrero.

Stare lontano dalla grande città riduce le distrazioni” ha detto Carlitos alla Gazzetta, tanto per evidenziare quanto sia incredibilmente focalizzato sulla sua “missione”. Niente e nessuno potrà mai distrarlo. Neanche il fascino di una città bella e ricca di opportunità come Parigi.