Fognini “tradisce” Sinner: quei messaggi su Instagram dicono tutto

Fognini non si nasconde, lo ha fatto davanti a tutti. Cosa si nasconde dietro quei commenti postati su Instagram.

Fabio Fognini è italianissimo. Ha origini ligure, ma il tennis lo ha portato ad essere un cittadino del mondo. Il quartier generale della sua famiglia non si trova nel Bel Paese, bensì in Spagna. È a Barcellona che ha deciso di mettere radici insieme alla moglie Flavia Pennetta, ex gloria azzurra.

Fognini
©️LaPresse

E forse, alla fine, è lì che si sente a casa, nel Paese iberico che lo ha accolto senza farlo sentire un estraneo. Non si spiegherebbe, altrimenti, come mai sia uno dei tifosi più sfegatati del baby fenomeno che nel corso di questa stagione sta battendo un record dietro l’altro.

Già, Fognini sembra avere un “debole”, sportivamente parlando, per Carlos Alcaraz. Una rapida ricognizione sui social network ci permette di scoprire che è tra i primi a commentare e a complimentarsi con lui ogni volta che alza una nuova coppa o mette a segno un’altra vittoria stratosferica.

Fognini ignora Sinner e tifa Alcaraz

Fognini
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Lo ha fatto quando ha vinto il Masters 1000 di Miami e lo ha fatto anche ieri, quando il “discepolo” di Juan Carlos Ferrero ha messo ko Zverev e conquistato il titolo di Madrid. Non gli si può dare torto: Carlitos è una forza della natura e dinanzi ad un atleta così non resta che inchinarsi.

Dispiace constatare, però, che Fabio sembri fare il tifo più per lui che non per Sinner. Perché magari ne apprezza di più lo stile di gioco, che a suo dire sarebbe invece la pecca dei tennisti moderni e quindi, implicitamente, anche di Jannik e di Berrettini. “Sta diventando tutto troppo uguale – aveva sentenziato a proposito dei campioni contemporanei, pur senza mai nominare i suoi colleghi azzurri, in una recente intervista – Servizi bomba, colpi dritto per dritto… Non mi piace”.

La grinta e la determinazione di Alcaraz, invece, gli piacciono eccome. Sarebbe interessante capire, a questo punto, chi sosterrebbe, nel caso in cui il 19enne di Murcia e l’altoatesino dovessero per caso sfidarsi. Noi un’idea ce l’abbiamo: non c’è nulla, in fin dei conti, di meglio dei propri colori e della propria terra.