Musetti e quel pugno inaspettato: panico negli spogliatoi

Musetti, quando la pioggia ha interrotto la gara con Ivashka è successo qualcosa negli spogliatoi: ecco tutti i retroscena.

Non si può dire che le qualificazioni e il primo atto del Masters 1000 di Madrid siano stati semplici, per Lorenzo Musetti. Il tennista carrarino si è subito imbattuto in due scogli grandi così: ha dovuto fare parecchie manovre per aggirarli, ma quel che conta è che alla fine c’è riuscito e che, finalmente, ce li ha alle spalle.

Musetti
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L’esordio è stato ben più complicato di quanto pensassimo. Vuoi perché c’è voluto un po’ perché l’italiano entrasse in partita, vuoi per le fastidiosissime condizioni atmosferiche, non è stato un match a senso unico. Tutt’altro. Tant’è che era stato il bielorusso Ivashka a vincere il primo set.

Poi è arrivata la pioggia. Musetti ancora non lo sapeva, ma quell’acquazzone è stato provvidenziale per la sua permanenza nel torneo madrileno. A raccontare in che modo lo sia stata è il suo coach, Simone Tartarini, che ha raccontato in esclusiva a Ubitennis cosa è successo negli spogliatoi prima della ripresa.

Ramanzina negli spogliatoi per Musetti

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Dietro le quinte del Masters 1000 di Madrid sono volati i pugni. No, per fortuna Musetti non si è sfogato con qualcuno, anche se era parecchio nervoso, ma contro un muro. Cosa che ha fatto arrabbiare parecchio, peraltro, il suo allenatore.

“È uscito e ha detto che era sfortunato e lì mi sono arrabbiato tanto. E raramente mi arrabbio con lui. L’ho messo di fronte ad una realtà che non è quella che ha visto lui nel primo set. E allora – ha proseguito nel racconto mister Tartarini – lui prima ha dato un pugno contro un muro e poi ha capito che forse aveva sbagliato”.

Quella ramanzina deve aver fatto rinsavire Musetti. Tanto che, a pioggia finita, quando è stato il momento di ricominciare a giocare dopo un paio d’ore di stop, sembrava un altro. “Ha resettato tutto e quando è rientrato in campo – ha osservato il suo coach – è iniziata un’altra partita, era molto più propositivo“. E il resto della storia, per fortuna, lo conosciamo.