Scommesse sportive, sospetti in Europa: calcio e tennis nel mirino

Scommesse sportive, sospetti in Europa: calcio e tennis nel mirino. Ecco quante sono state le segnalazioni in questo primo trimestre del 2022

Non si fermano le segnalazioni per quelle che sono le scommesse sospette. Anche in questo primo trimestre del 2002, l’International Betting Integrity Association, l’associazione no-profit formata dai principali bookmaker europei, ha cercato di fare luce su quelle che sono delle scommesse sportive sospette. Dove i flussi delle giocate sono stati evidentemente diversi da quelli soliti.

Scommesse Sportive
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Sono 42 i casi segnalati dall’inizio del nuovo anno. In calo del 39% rispetto a un anno fa. Questo è sicuramente un segnale positivo, nel senso che sono sempre meno quelle partite, o quegli eventi sportivi in generali, che in qualche modo possono entrare nel mirino degli organi competenti e anche, in alcuni casi, sotto indagine. Ma quali sono gli sport che hanno avuto il maggior numero di segnalazioni? Andiamo a scoprirli nel dettaglio.

Scommesse sportive, ecco gli sport nel mirino

Totcalcio
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Il tennis è quello che ha avuto il maggior numero di segnalazioni. Sono 14 gli alert – ma in diminuzione rispetto al periodo ottobre-dicembre del 2021), seguito poi dal calcio, che ha avuto delle segnalazioni per 10 volte in questa prima parte dell’anno solare. Stesso numero anche per il tennistavolo. I tre sport insieme sono quelli che raggiungono l’80% delle segnalazioni totali.

Le altre riguardando la pallavolo, con quattro alert, il biliardo con uno in meno, e anche gli esport entrano in questa speciale e brutta classifica con una segnalazione nel conto del totale. Dal punto di vista geografico infine, è il Vecchio Continente quello in vetta, con il 55% delle segnalazioni totali che sono arrivati alle autorità competenti. Segue l’Asia con il 24%. “Gli alert continuano a variare a seconda del periodo, ma è comunque positivo che nel primo trimestre ci sia stato un notevole calo di scommesse sospette e di potenziali attività di corruzione” ha sottolineato  Khalid Ali, Ceo di Ibia.