Sinner, la “maledizione” di Cerundolo colpisce ancora

Sinner, i colpi “letali” dell’argentino hanno steso anche il campione altoatesino. La maledizione di Cerundolo continua.

Le vesciche. Sono state “loro”, stavolta, a fare lo sgambetto a Jannik Sinner. E non è neanche la prima volta che succede. Già nell’ottobre del 2020, a Vienna, per lo stesso problema, aveva lasciato il campo dopo soli nove minuti di gioco, nel bel mezzo di un match contro il top ten russo Andrey Rublev.

Sinner
©️LaPresse

Ieri è riuscito a resistere per 22 minuti, ma il dolore, ad un certo punto, deve essersi fatto insopportabile. Ha così pensato che fosse meglio sventolare bandiera bianca e regalare all’argentino Francisco Cerundolo una semifinale che l’altoatesino avrebbe senz’altro meritato, ora come non mai.

Il fratello maggiore di Juan Manuel ha avuto, ancora una volta, la strada spianata. Già, perché Sinner non è il primo avversario a capitolare al suo cospetto. A tutti e quattro i tennisti da lui affrontati nel corso di questo Miami Open è successo, in linea di massima, qualcosa di veramente molto simile.

Anche Sinner è ko: i colpi “letali” di Cerundolo

Sinner
©️LaPresse

Chi per un motivo, chi per l’altro, sono tutti “caduti” come in una sorta di effetto domino. Tanto che sui social, adesso, non si parla che di questo: di quella che è già stata ribattezzata come “maledizione Cerundolo“. Perché proprio di questo, al netto di ogni credenza o scaramanzia, sembra trattarsi.

Partiamo dal principio. Al primo turno l’argentino ha incontrato l’olandese Tallon Griekspoor, che si è arreso dopo pochi game per via di un colpo di calore. A quello successivo avrebbe dovuto affrontare Reilly Opelka, che si è però ritirato dal torneo per colpa di un problema alla spalla destra.

Poi è stata la volta di Gael Monfils, che ha giocato fino alla fine ma che era evidentemente acciaccato. Agli ottavi Cerundolo ha sfidato Frances Tiafoe, in preda ad un brutto mal di schiena. Infine, è stata la volta di Sinner. Viene spontaneo chiedersi, a questo punto, facendo i dovuti scongiuri, cosa mai potrebbe accadere alla sua prossima “vittima“. Riuscirà Casper Ruud a spezzare questa “catena” e a “vendicare” i colleghi che lo hanno preceduto?