Sinner come Berrettini, è successo di nuovo: che iattura

Sinner, la storia si ripete. Il tennista ha dovuto fare i conti con un problema che qualche tempo fa ha messo a dura prova anche Berrettini.

Tutto si può dire meno che per Jannik Sinner sia stata una passeggiata. Il 20enne di Sesto Pusteria ha sì battuto il francese Benjamin Bonzi, ma solo al termine di una gara combattutissima. Una partita durata oltre due ore e mezza in cui, e chi l’ha vista lo sa, non sono mancati i colpi di scena.

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Al Tennis Garden di Indian Wells è successo praticamente di tutto. Perfino che l’altoatesino si vedesse costretto a chiedere l’intervento del medico nel bel mezzo del match contro il numero 62 del ranking Atp. Non si sentiva bene, motivo per il quale la sua seconda vittoria sul cemento californiano è da considerarsi ancor più meritata. E sudata. Nel vero senso della parola.

Ma quale problema ha attanagliato Jannik Sinner durante questo secondo turno del Masters 1000 nel deserto non troppo distante da Los Angeles? Un problema che sembra ormai perseguitare i tennisti italiani. Non è il primo infatti a lamentarsene, il che ci induce a pensare che a questo punto possa essere necessaria una macumba che li liberi da quella che è ormai un’autentica persecuzione.

Sinner, la storia si ripete: stesso destino di Berrettini

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Il numero 10 del seeding ha dovuto domare, nella notte italiana, non uno, ma due avversari contemporaneamente. Il primo di essi era il francese Bonzi, l’altro era un fastidiosissimo mal di stomaco che, stando a quanto si dice, ha messo a dura prova sia i suoi nervi che la sua prestazione in campo.

Impossibile non fare un parallelismo con quello che è accaduto, appena due mesi fa, a migliaia di chilometri di distanza. Ricordate cosa scrisse Matteo Berrettini sull’obiettivo della telecamera, al termine della sua prima partita agli Australian Open? Quel “Grazie Imodium” che fece comprensibilmente ridere mezzo mondo?

Sì, anche il romano in quell’occasione dovette fare i conti con il mal di stomaco, come Sinner ieri. Un destino comune, dunque, per i due tennisti italiani. Una iattura in piena regola che non riuscirà, però, a fermare la loro cavalcata verso l’Olimpo: ci vuole ben altro, d’altronde, per mettere ko i nostri campioni.