Berrettini a tutto gas: scavalcato Sinner

Berrettini, esordio in grande stile al Masters 1000 di Indian Wells. Con questa partenza col botto ha sorpassato anche Sinner.

Non era detto che riuscisse a battere Holger Rune. Il tennista danese sta facendo passi da gigante e si appresta a scalare il ranking alla stessa velocità con cui lo ha già fatto lo spagnolo Carlos Alcaraz. Eppure, malgrado non fosse in formissima per via dello stop imposto dall’infortunio, Matteo Berrettini lo ha messo ko.

Berrettini
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Ci sono voluti tre set e tanta concentrazione, ma quel che conta alla fine è il risultato. Il fatto, cioè, che il romano sia già ai sedicesimi di finale e che una serie inaspettata di contingenze gli abbia di fatto spianato la strada. Già, perché nella notte tutto è cambiato e la sua situazione è adesso completamente diversa da come lo era fino a qualche ora fa.

Il numero 6 del mondo avrebbe dovuto incontrare agli ottavi Felix Auger-Aliassime e ai quarti, invece, Sascha Zverev. Non s’imbatterà però in nessuno dei due top ten, considerato che sia il canadese che il tedesco sono già stati eliminati – a sorpresa – dal Masters 1000 di Indian Wells.

I bookmaker sorridono a Berrettini: è tra i favoriti

Berrettini
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Il che spiegherebbe come mai, all’improvviso, Berrettini sia schizzato nella classifica dei favoriti per la vittoria del torneo nel deserto californiano. I bookmaker ipotizzavano, in un primo momento, che il romano non avesse troppe chance di trionfare sulla West Coast.

Davanti a lui non ci sono più tutti i giganti che c’erano prima, con Zverev e il suo amico Auger-Aliassime fuori dai giochi. Il favorito resta Nadal (2,85), inseguito da Medvedev (3,2). Il terzo in lizza per la vittoria adesso è proprio il numero 6 del mondo (11), che secondo gli analisti se la giocherebbe ad armi pari con Rublev e Tsitsipas.

Berrettini ha dunque scavalcato diverse posizioni, ora che il suo percorso s’è teoricamente semplificato. E ha sorpassato, soprattutto, Jannik Sinner (26), la cui vittoria è per i bookmaker meno probabile di quanto non lo sia quella del giovanissimo Alcaraz (21).