Sinner sceglie la strada del silenzio: “Per ora non voglio dirlo”

Sinner non si sbottona e continua a dribblare la domanda che tutti si pongono: ecco perché il tennista non vuole parlarne.

Il periodo di rodaggio è finito. Ora non resta che la prova “su strada”. Su campo, pardon. Già, perché oggi a Indian Wells inizia l’era del Sinner 2.0 e tutti, nessuno escluso, sono impazienti di scoprire in che modo il tagliando e la revisione ai quali ha deciso di sottoporsi spontaneamente lo abbiano cambiato.

Sinner
©️LaPresse

I più attenti dicono che qualche evoluzione, seppur impercettibile agli occhi dello spettatore superficiale, ci sia già stata. Non perché Simone Vagnozzi intenda stravolgere un tennista che è già un portento di suo, giammai. Ma, semplicemente, perché il rapporto che ha instaurato con il suo nuovo coach potrebbe incidere sulle sue prestazioni.

Il giovane Jannik non è mai parso più rilassato di così. Merito, probabilmente, della complicità che c’è già con l’allenatore che ha raccolto l’eredità di Riccardo Piatti. I due lavorano tanto e bene, ma si divertono pure. E quello più teso, perché alle prese con una prova che fino a qualche tempo fa gli sarebbe sembrata più grande di lui, ossia migliorare un tennista che è già un fenomeno, sembra proprio il Vagno, non l’altoatesino.

A Indian Wells inizia l’era del Sinner 2.0

Sinner
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Sinner dice di non essere cambiato. “Sono sempre lo stesso – ha detto in un’intervista a Repubblica – Cioè una persona che comunque vuole divertirsi in quello che fa, e che cerca nello stesso tempo sempre di migliorarsi”. Migliorarsi per raggiungere nuove vette e per esplorare territori nei quali non si è mai addentrato, come il cuore pulsante della top ten, presumiamo.

Ha un obiettivo da perseguire ma non vuole dire quale sia, per quanto lo si possa comunque immaginare. “Non guardo ai risultati, ma a come sto in campo, alle cose che secondo me sono da migliorare. Per questo – ha riferito ancora a Repubblica – ho preso questa decisione che, ripeto, non è stata semplice: mi sono buttato nel fuoco“.

Per ora non ne sembra pentito, anzi. Pare che con questo nuovo coach le cose vadano alla grande. “Con Simone va molto bene. Mi sembra di conoscerlo già da tanto tempo. Non ci raccontiamo barzellette: ha personalità, e penso che lui possa darmi quello che cercavo. Poi – conclude con una frecciatina – ognuno pensi e dica quel che gli pare”.