Zverev, la storia si ripete | L’arbitro italiano era già finito nel mirino

Zverev non è il primo ad aver inveito contro l’arbitro Germani: a maggio un altro tennista s’infuriò con lo stesso giudice di sedia.

Il giudice di sedia su cui Alexander Zverev ha scaricato la sua ira funesta è italiano. Si chiama Alessandro Germani e qualche ora fa ha arbitrato la gara che ha visto il tennista tedesco battersi, in coppia col brasiliano Melo, contro il duo britannico/finlandese composto da Lloyd Glasspool ed Henry Heliovaara.

Zverev
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Il numero 3 del mondo ha inveito contro di lui, prendendo a racchettate la torretta e rischiando di colpirlo a una gamba (qui il video). Per fortuna non è successo nulla, ma il minimo che potesse accadergli era che il circuito decidesse di squalificarlo dal torneo di Acapulco. Cosa che, ovviamente, è successa.

Non era la prima volta tra l’altro che l’arbitro Germani si vedeva costretto a gestire la furia incontrollata di un tennista in campo. Già nel maggio dello scorso anno, seppur in un contesto completamente diverso, era stato protagonista di un episodio altrettanto increscioso.

Zeppieri come Zverev: anche lui inveì contro Germani

Zverev
Giulio Zeppieri (Instagram)

Al posto di Zverev allora c’era Giulio Zeppieri. E sullo sfondo non c’era la città messicana, ma la bella Roma. In quella gara, arbitrata anch’essa dal povero Germani, il tennista capitolino sfogò proprio su di lui la rabbia dovuta alla sconfitta appena subita da Juan Manuel Cerundolo.

Zeppieri fu “tradito”, come raccontato la primavera scorsa da Tennis Magazine Italia, da un microfono posizionato sotto la postazione dell’arbitro. Se il congegno non ci fosse stato, nessuno avrebbe mai scoperto quali “belle” parole il ragazzo, allora 19enne, avesse riservato al giudice di sedia.

Vuoi litigà? Vieni fuori, t’ammazzo. Vieni fuori. Vieni fuori se hai le palle“: furono queste le parole rilevate dal microfono, arrivate a causa di un punto “negato” – per giusta causa – al giovane allievo di Piero Melaranci. Una diatriba che fece inalberare Zeppieri al punto tale da pretendere, al cambio di campo, di parlare con il supervisor. “Chiama Roland – intimò, ancora, all’arbitro Germani – “Ti giuro, ti butto giù dalla sedia se non chiami Roland”. Nulla di lontanamente paragonabile a quanto subito da Zverev, certo. Ma non v’è dubbio sul fatto che nel libro nero del tennis una pagina sia da riservare a quest’altra brutta storia.