Berrettini superstar: Sinner resta solo sullo sfondo

Berrettini sarà uno dei volti cult della docu-serie di Netflix sul tennis: ecco come procedono le riprese e perché Sinner è stato snobbato.

Più che agli Australian Open sembra di stare ad un reality show. Ci sono talmente tante telecamere, negli spogliatoi e in campo, che le arene di Melbourne si sono improvvisamente trasformate in una sorta di Grande Fratello en plein air. Con delle guest star d’eccezione costantemente riprese dall’occhio vigilissimo dei cameraman.

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La docu-serie Netflix racconterà tutto, ma proprio tutto, quello che succede nel mondo del tennis. Dietro le quinte e alla luce del sole. Perché il suo obiettivo, d’altro canto, è proprio quello di attirare l’attenzione e di focalizzarsi su retroscena inediti che possano accendere l’interesse dei telespettatori.

A differenza delle serie analoghe finora prodotte, prima fra tutte quella sulla Formula 1, questa in produzione si avvarrà dell’appoggio e della collaborazione dei top player del tennis. Il prodotto di Netflix non ha ancora un nome ufficiale, ma è già chiaro che si tratterà di una vera e propria bomba.

Berrettini tennista e attore per la docu-serie di Netflix

Berrettini
©️Getty Images

Così come sembra evidente già da adesso che la docu-serie avrà una superstar d’eccezione. Si tratta, guarda caso, di Matteo Berrettini, che pare sia seguito giorno e notte e in qualunque situazione da una troupe che intende narrare ogni aspetto della sua avventura agli Australian Open.

Anche i membri del suo team, come riferisce SuperTennis, sono microfonati, in maniera tale che nulla – ma proprio nulla – venga lasciato al caso. Tutti tranne Vincenzo Santopadre, coach del romano, onde evitare che comunichi con Berrettini durante le partite.

Sembra chiaro, quindi, che Matteo sia candidato ad essere uno dei volti cult della docu-serie di Netflix sul tennis. A differenza di Jannik Sinner, meno carismatico del romano, che riservato com’è preferirà senza ombra di dubbio rimanere sullo sfondo e farsi i fatti suoi. Ed evitare, probabilmente, che le riprese interferiscano con la sua partecipazione allo Slam.