Cashback, il braccio di ferro continua: la proposta per salvarlo

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<> on May 20, 2009 in Miami, Florida.

Cashback, non è ancora detta l’ultima parola. Qualcuno sta lavorando sodo per salvare l’iniziativa e fare in modo che venga riproposta.

C’era Giuseppe Conte al governo, quando gli italiani hanno sentito parlare per la prima volta del Cashback di Stato. L’iniziativa era stata comprensibilmente accolta con una certa diffidenza, salvo poi comprendere che non c’era alcun tranello e che i rimborsi sarebbero arrivati per davvero.

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La squadra capitanata da Mario Draghi ha tuttavia deciso che il Cashback costa troppo e che non merita, evidentemente, che gli vengano destinate le risorse previste dal precedente governo. E così, da un giorno all’altro, la misura è stata cancellata dai progetti di Palazzo Chigi.

Se in un primo momento si era ipotizzato di reintrodurla dal 1° gennaio 2022, dopo uno stop di 6 mesi, così non sarà. Per il momento, l’iniziativa voluta da Conte e dai suoi è stata spedita in soffitta. Ma il vento, come riferiscono le ultime voci circolate in merito, sta forse cambiando.

Cashback, Conte non molla: cosa ha detto l’ex premier

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Giuseppe Conte ©Getty Images

L’ex premier e i pentastellati sembrano non avere la benché minima intenzione di mollare l’osso. Il predecessore di Draghi ha parlato di Cashback proprio qualche ora fa, durante il suo intervento a supporto del candidato a sindaco di Manfredonia. Le sue parole in proposito sono state piuttosto eloquenti.

“Ce l’hanno tolto – ha detto, riferendosi appunto al programma di rimborsi introdotto quando era presidente del Consiglio – ma noi stiamo combattendo”. Una frase che parla chiaro e che evidenzia il fatto che il Movimento 5 Stelle stia meditando qualcosa.

Pare che i pentastellati siano disposti a tutto, pur di impedire la cancellazione definitiva dell’iniziativa che ha fruttato agli italiani un bel po’ di denaro. L’ipotesi più accreditata è che siano pronti a presentare degli emendamenti durante l’iter parlamentare della legge di bilancio. Non sarà una battaglia facile. Draghi, si sa, è un osso duro. Ma meglio provarci, devono aver pensato, che arrendersi senza neanche fare un tentativo.