Criptovalute, Elon Musk c’aveva visto giusto: la delusione degli investitori

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Criptovalute, gli investitori che avevano creduto nel progetto sono rimasti con un pugno di mosche in mano: ecco cosa è successo. 

Nel giorno del suo debutto, era passata da 1 centesimo a 3 dollari in men che non si dica. E aveva raggiuto, nel giro di appena 72 ore, una capitalizzazione di 200 milioni di euro. Non male, per una criptovaluta che era arrivata all’improvviso e che pareva minuscola, in confronti ai colossi che già gravitavano da tempo sul mercato.

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Ma non è tutto oro quel che luccica. E ora sappiamo che molti utenti dei social network ci avevano visto giusto. Era assai strano, in effetti, che una moneta virtuale nuova di zecca potesse ottenere un successo del genere. Indipendentemente dal fatto che fosse legata, o così almeno pareva, alla serie del momento, ossia Squid Game.

Il fenomeno è durato poco. Già nella serata di lunedì, dopo una partenza col turbo, il token non ufficiale della serie tv era collassato a quota 0,0003 dollari. Il che era parso strano, data la crescita del 310% che era stata registrata nei giorni precedenti. Quello non era che l’inizio della fine, ad ogni modo.

Criptovalute, Squid non esiste già più: era una truffa

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In quelle stesse ore, Twitter provvedeva a limitare l’account della criptovaluta per “attività sospette”. E alla fine, è saltato fuori, come molti avevano ampiamente previsto, che si trattava solo ed esclusivamente di una truffa. Di una, per dirla in gergo, “rug pull“. Il termine si riferisce a quelle situazioni in cui gli sviluppatori di un token tagliano la corda, intascando il denaro sin lì raccolto.

Gli investitori si sono così ritrovati senza Squid e con solo un pugno di mosche in mano. Di tutti i bei progetti illustrati nel giorno del debutto, non se ne farà un bel niente. Possiamo quindi dire che, ancora una volta, Elon Musk aveva ragione.

L’imprenditore sudafricano, molto attivo sul fronte delle criptovalute, non aveva speso una sola parola sulla criptovaluta Squid. Il che dimostra che non aveva creduto in questo progetto e che, probabilmente, esperto com’è, già sapeva come sarebbe andata a finire.