Berrettini la vuole a tutti i costi: i progetti futuri del campione

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Berrettini, il numero due di Wimbledon ha le idee chiarissime sul futuro. Ecco cosa ha raccontato in conferenza stampa. 

Dall’altra parte del campo non ci sarà uno qualunque. Ci sarà, bensì, uno dei suoi amici più cari, al quale è legato anche da una lontana parentela. Sì, perché Matteo Berrettini e Félix Auger-Aliassime hanno qualcosa in comune, al di là della passione per il tennis: le rispettive fidanzate sono cugine e sono molto unite.

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Non ci sarà spazio per i convenevoli e per gli “sconti”, tuttavia, stasera. Quando i due amici si incontreranno nello stesso campo, la parola d’ordine sarà soltanto una: duellare. Entrambi dovranno portare a casa un buon risultato, se vogliono contribuire al successo della propria squadra di appartenenza alla Laver Cup.

Il torneo metterà l’una di fronte all’altra due squadre composte dai big del tennis: da una parte ci saranno i migliori atleti europei, dall’altra quelli che provengono dal resto del mondo. Berrettini giocherà, ovviamente, per il Vecchio Continente, mentre Auger-Aliassime “correrà” con il team opposto.

Laver Cup, Berrettini è agguerritissimo

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Berrettini e Auger-Aliassime con le rispettive fidanzate (Instagram)

Entrambi avranno tanto da perdere e molto da guadagnare, dunque, il che lascia presagire che si tratterà di un incontro agguerritissimo. Il numero due di Wimbledon, dal canto suo, ha le idee chiarissime sul da farsi. E lo ha detto chiaramente, qualche ora fa, in conferenza stampa, tanto per rimarcare il concetto.

“Non vedo l’ora di conquistare un punto per la mia squadra”, ha detto Matteo Berrettini, chiarendo che in campo non ci sarà spazio, appunto, per amicizie e parentele. Così come non ce n’è stato, d’altronde, neanche quando i due hanno duellato in passato.

Non è la prima volta che i fidanzati di Ajla Tomljanovic e Nina Ghaibi si incontrano sul terreno di gioco, ovviamente. Di recente, come gli appassionati certamente ricorderanno, si sono già affrontati sia a Cincinnati che a Wimbledon, quando il tennista romano ancora non sapeva che in quel di Londra avrebbe raggiunto uno dei traguardi più ambiti.