Serie A e token per i tifosi: è tutto oro quel che luccica?

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Serie A, anche l’Inter spalanca le sue porte ai token. Ma quali sono i potenziali rischi legati a questo nuovo mercato?

C’erano una volta gli sponsor. Poi, sono arrivate le criptovalute. E così, dall’oggi al domani, i club calcistici hanno improvvisamente scoperto una nuova e redditizia fonte di finanziamento. Non c’è da stupirsi se anch’essi, così come la maggior parte delle grosse aziende, abbiano consentito alla valuta digitale di penetrare nel loro mondo.

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Anche l’Inter è pronta a lanciare i token a pagamento: domani, alle 13 in punto, inizierà per i neroazzurri l’era del Fan Token $Inter. Un milione di gettoni è già a disposizione dei tifosi che decideranno di acquistarne uno o più e garantirsi, così facendo, una serie di diritti e servizi totalmente esclusivi.

Il prezzo di lancio è di 2 euro a token, ma i vantaggi “inclusi” sono inestimabili. L’Inter darà la possibilità a chi acquista di interagire con i club sin dal primo istante. Chi si accaparrerà i gettoni, tanto per cominciare, potrà partecipare a un sondaggi per scegliere quale messaggio di incitamento accompagnerà la squadra nel match di sabato 18.

Serie A, arrivano i token per i tifosi dell’Inter

Criptovalute
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Quello dei Fan Token $Inter è, insomma, un modo tutto nuovo di legarsi ai club e di far cassa. Un modo peraltro molto intelligente, se si considera che, nel 2021, Socios.com, legata a più di 50 società sportive nel mondo, ha smosso un giro d’affari di 200 milioni, interamente legato alla dimensione dei token. Ma siamo proprio certi che sia tutto oro quel che luccica?

La risposta è no. Come si evince dall’intervista che l’economista Carlo Cottarelli ha rilasciato alla Gazzetta dello sport , anche il valore dei token, così come quello delle criptovalute, può cambiare nel tempo. Sono due cose distinte e separate, certo, ma non è detto che il mercato dei token sia esente da rischi.

Così come non è detto, alla fine dei conti, che seppur si tratti di una buona idea sulla carta lo sia anche a livello pratico. Basti pensare al West Ham, che aveva lanciato i token per poi metterli da parte su richiesta dei tifosi, infastiditi dal fatto di dover pagare per poter partecipare attivamente alla vita dei club. “Il mercato dei token non è esteso come quello dei bitcoin – fa notare ancora Cottarelli – può anche darsi che le oscillazioni non siano rilevanti. La risposta la daranno i tifosi, vedremo cosa succederà con l’Inter. L’ingresso di nuovi sponsor legati alle criptovalute d’altronde è il segno dei tempi: non mi piacciono molto ma entrano un po’ dappertutto”.