Chievo Verona, una stella cadente nelle favole italiane. Rischia l’addio

Tiene banco la questione relativa al Chievo Verona. Il club gialloblù del presidente Campedelli è ad un passo dalla non iscrizione in Serie B.

La Serie B rischia una clamorosa rivoluzione. L’esame a cui la Covisoc ha sottoposto tutti i club professionistici ha generato un terremoto. Il Chievo Verona, storico club veneto, non ha ottenuto il pass per disputare il prossimo torneo. L’eco mediatico della notizia è stato accolto con stupore da tutto il mondo calcistico, ma non a Cosenza. In Calabria, infatti, i tifosi rossoblù e il presidente Guarascio sapevano da tempo di una serie di problemi dei clivensi. Hanno atteso pazienti, forti della loro posizione nella classifica dei ripescaggi. Sono infatti primi in graduatoria, pronti a tornare nella seconda categoria nazionale più importante.

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La scure della Covisoc

Il Chievo ha ricevuto alle 23.05 di giorno 8 luglio la Pec dalla Figc. Gli si è contestato alcuni titoli riguardanti la documentazione da presentare alla CoViSoC e ai Criteri strutturali e i Criteri Sportivi e Organizzativi. Il problema si deve a delle rateizzazioni fiscali che non sono passate al vaglio degli ispettori federali. Dal bilancio dei Mussi volanti, tuttavia, tempo fa erano arrivate le prime avvisaglie. Troppo alta la massa debitoria per stare sereni, c’era da fare qualcosa. Così si è raggiunta un’intesa con l’Agenzia delle Entrate. Il club, dopo la bocciatura, tuttavia, ha ostentato sicurezza. «In merito alla comunicazione pervenuta dalla Co.Vi.So.C – si legge – si annuncia il ricorso ritenendo di aver operato in linea con le normative vigenti e federali, per l’iscrizione al campionato di Serie B 2021/22». In più ieri ha annunciato il tecnico: è Zaffaroni.

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Il ricorso del Chievo

Il Chievo rischia, sebbene si dica sereno. Il regolamento prevede che «non potrà essere presentata documentazione ulteriore rispetto a quella già esaminata dalla competente commissione, né potrà essere effettuato e/o integrato alcuno degli adempimenti richiamati ai precedenti titoli I), II) e III) il cui termine perentorio è fissato al 28 giugno 2021». Un bel pasticcio, che tuttavia non toglie il sonno al presidente Campedelli. Entro il 13 luglio presenterà la propria difesa. Poi l’ultima parola spetterà al Consiglio Federale del 15 luglio. Con un altro no festeggerebbe il Cosenza, sempre che il Coni alla lunga non stravolga tutto di nuovo.