Serie A, Champions e salvezza: cosa succede in caso di arrivo a pari punti

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Serie A, a cinque giornate dalla fine del campionato la lotta è serrata sia in zona Champions che in zona salvezza. Ma cosa succede se una o più squadre dovessero arrivare a pari punti?

Il campionato è ormai agli sgoccioli. Ancora cinque turni e si saprà con certezza chi avrà vinto lo scudetto, chi giocherà l’anno prossimo le coppe europee e chi, invece, sarà costretto a ripartire dalla serie cadetta. Se per quanto riguarda il titolo sembra già tutto deciso, con l’Inter ad un passo dal laurearsi campione d’Italia dopo undici anni, molte squadre sono ancora con il fiato sospeso.

Se la Serie A dovesse finire oggi, tra il terzo e il quinto posto troveremmo Napoli, Juventus e Milan, tutte e tre appaiate a quota 66 punti: solo due di loro andrebbero in Champions League, l’altra si accontenterebbe dell’Europa League. Una situazione simile anche in zona salvezza, dove c’è da decidere chi verosimilmente farà compagnia a Parma e Crotone, vicinissime alla retrocessione matematica. In questo caso ad essere spacciato sarebbe il Benevento, nonostante abbia gli stessi punti di Cagliari e Torino.

Ma per quale motivo? Quali sono i criteri previsti dal regolamento Figc per regolare la classifica quando due o più squadre terminano il campionato con gli stessi punti?

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Serie A, ecco i cinque criteri per decidere la classifica avulsa

Si parla di classifica avulsa quando si prendono in considerazione esclusivamente le due o più squadre che sono finite a pari punti, “scartando” quindi la classifica generale. Questa speciale graduatoria è regolata da cinque criteri ben precisi. Il primo riguarda gli scontri diretti, cioè i punti totalizzati nelle gare che le squadre in questione hanno giocato fra di loro, ovviamente tra andata e ritorno.

Il secondo criterio, invece, tiene conto della differenza reti negli scontri diretti: se la parità dovesse esserci anche a livello di punti, allora fanno fede i gol segnati e subiti nelle sfide tra i club che sono appaiati in classifica, senza tenere conto di quelle segnate in trasferta come succede nelle coppe europee.

Se anche in questo caso l’equilibrio persiste, si passa al terzo criterio, quello della differenza reti generale. Quarto e quinto, infine, sono rispettivamente i gol segnati – in sostanza, la spunta chi ha il miglior attacco – e il sorteggio.