Serie A, il pronostico di Gravina: si riparte il 20 maggio

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Il presidente della Figc Gravina ha parlato del futuro prossimo della Serie A durante la trasmissione “Maracanà”, approfondimento su temi calcistici in onda su TMW Radio. Il coronavirus ha scombussolato anche il mondo del calcio italiano, che sta provando a riorganizzarsi. Queste le sue parole, come riportato dal sito internet “Tuttomercatoweb”.

“Nessuno oggi come oggi è in grado di fare previsioni finché l’emergenza sanitaria terrà sotto scacco la società. Questa è una emergenza unica per il mondo, che ha aggredito ogni settore, anche economico. Superata questa però dovremo ripartire, tracciare un percorso di ripartenza e il calcio si sta interrogando sulle modalità di questa ripartenza, la priorità assoluta è la conclusione dei campionati. Fino al 18 aprile ci dovrebbe essere il lockdown, l’ipotesi è partire dal 20 di maggio o in un’ultima analisi ai primi di giugno, potremo a luglio definire i nostri campionati. Sappiamo che sono ipotesi, vogliamo dare un messaggio di speranza a tutti i cittadini, ma sappiamo che il calcio è un settore che passa in secondo piano nella lotta al virus”.

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Serie A a porte chiuse con ipotesi campi neutri

Riprendere il 20 maggio è allo stato attuale una previsione comunque ottimistica. La realtà è che si potrebbe andare ben oltre: “Stiamo procedendo in diverse direzioni e ci sono due fattori. Il primo è rispettare le ordinanze del governo e il secondo è l’opportunità che ci stanno dando UEFA e FIFA di potere andare oltre il 30 giugno. Si parla addirittura di agosto e settembre, io ho precisato che mi dispiacerebbe correre il rischio di compromettere la prossima stagione per salvare questa. Noi siamo attenti e rispettosi, oggi nessuno può fare previsioni, ma programmare è un dovere”.

Quando si ripartirà è dato per scontato che le partite verranno giocate a porte chiuse. Inoltre alcune squadre ad esempio della Lombardia dove c’è stato il picco di contagi potrebbero giocare altrove: “Non è una buona soluzione, ma è una idea, su cui stiamo lavorando. Stiamo cercando di individuare quattro o cinque destinazioni, così come la UEFA sta provando a definire format diversi non tanto per questo campionato, ma per quelli che seguiranno. C’è un tavolo aperto affinché ci sia una ripartenza e una definizione con protagonista il terreno di gioco”.