Serie A, la nuova dead line è fissata al 16 maggio

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Lo stadio “Giuseppe Meazza”, a San Siro (bigstockphoto/chrisgloster)

Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha detto che la data del 3 maggio è irrealistica per la ripartenza della Serie A. La FIGC non si arrende e secondo quanto riportato oggi da “La Repubblica“, avrebbe fissato una nuova dead line da non superare ad ogni costo.

L’intenzione è quella di fare ripartire il campionato di Serie A il 16 maggio e poi cercare di chiudere regolarmente la stagione disputando tutte le giornate restanti fino a metà luglio. In realtà le squadre che vogliono chiudere a tutti i costi la stagione iniziano a essere sempre di meno. Crescono i club che puntano a chiudere il discorso iniziando a pensare all’organizzazione della prossima stagione, provando a mettere a posto i conti. La Juventus è un esempio per il modo in cui ha gestito il taglio degli stipendi, e le altre società proveranno a seguirla. Nel frattempo anche il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori pensa che sia il caso di mettere la parola fine al campionato.

Spal-Juventus
(bigstockphoto)

Serie A, le parole di Damiano Tommasi

Damiano Tommasi, in un’intervista al “Corriere dello Sport”, ha fatto capire che le possibilità di chiudere regolarmente il campionato di Serie A restano basse. «La nostra posizione è chiara: stabilire condizioni per il futuro, in assenza della certezza di ricominciare, è difficile. C’è un tema delicato che riguarda il prolungamento della stagione a luglio. Senza un accordo tra le parti nessuno può prorogare un contratto oltre la sua scadenza. Bisognerà sedersi a tavolino e parlarne. Le parole del ministro Spadafora confermano che prima di ripartire dobbiamo mettere al sicuro la salute del Paese. Vuol dire prepararsi all’eventualità che i campionati vengano decretati chiusi. In questo caso l’accordo raggiunto dalla Juve mi pare una base di partenza».

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