A casa con la Juve: cos’hanno detto Chiellini e Trezeguet

Trezeguet (bigstockphoto)

La Serie A è ferma per l’emergenza coronavirus e gli allenamenti sono ancora fermi. Alcuni club hanno deciso di ideare dei format per i propri tifosi durante questo periodo di quarantena forzata. Tra questi c’è la Juventus che sul suo canale ufficiale Youtube ha ideato un format con dei calciatori o delle “vecchie glorie” del club in collegamento video streaming a interagire con i tifosi tramite delle domande poste attraverso i vari social.

Nel corso della puntata odierna ha parlato Chiellini: “Sto bene, abbiamo fatto il tampone ieri ma non ho sintomi e spero sia negativo. Sono al J Hotel, mentre la mia famiglia è a Livorno. Faccio qualche esercizio, leggo, ho rispolverato la Playstation, faccio videochiamate con la famiglia e gli amici e vedo serie tv. Di Trezeguet ho un ricordo molto bello, quando sono arrivato mi ha fatto subito sentire a mio agio. Quando uscivamo con i suoi amici mi ha aiutato ad abbattere alcune barriere tipiche di un ragazzo di 22 anni. In quel momento mi sono sentito uno della Juve”.

“David è riuscito a farmi qualche assist anche. Lui ha un modo di calciare con il destro e con il sinistro che ancora non ritrovo oggi, ha una coordinazione unica. Tra l’altro, oltre a fare i gol ai portieri in allenamento li sbeffeggiava anche. I miei gol di testa? Istinto. Tanti ne ho fatti quando la palla resta in area, mentre sui gesti uno lavora costantemente per migliorarli. Ricordo il giorno in cui capii di andare alla Juve: ero del Livorno ed ero in comproprietà con la Roma. Entro con i dirigenti della Roma e vedo Moggi, Giraudo e Bettega, lì ho capito che sarei andato alla Juve”.

A casa con la Juve, il video della puntata del 20 marzo

Trezeguet ha invece parlato dei suoi tempi alla Juventus da calciatore: “Come facevo a farmi trovare al posto giusto? Il lavoro in allenamento era continuo, ho imparato molto da Del Piero, Zidane e altri che si fermavano sempre dopo l’allenamento per lavorare su punti deboli e forti. Piano piano l’ho fatto anche io e così, con questa voglia, sono migliorato e ho conosciuto meglio i miei compagni su come crossavano. Ho aumentato la mia sintonia con loro”.

“La storia del mio arrivo alla Juve è interessante e drammatica. Firmo con Bettega due giorni prima degli Europei del 2000. Il mio primo ritiro con la Juve non è stato molto semplice perché il pubblico non era certo grato nei miei confronti. Piano piano entri nella loro storia e ne fai parte. Per me la Juve è stata importante: loro non vincevano da tanto e io lì sono riuscito anche a vincere la classifica cannonieri, un momento magico”.

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