L’allenatore nel pallone e il suo successo

L'allenatore nel pallone

L’allenatore nel pallone è il film “cult” in programma stasera in tv su Iris, canale gratuito dedicato al cinema, visibile sul 22 e in HD sul 522. È la più famosa commedia italiana sul calcio, interpretata dall’attore Lino Banfi – nella parte di Oronzo Canà – e diretta nel 1984 dal regista Sergio Martino. Da allora a oggi la popolarità del film L’allenatore nel pallone, a cavallo tra due diverse generazioni, è rimasta sostanzialmente immutata. Forse è persino cresciuta.

All’interno di un pubblico piuttosto eterogeneo il film è riuscito nel corso del tempo a ricevere estesi, stabili e trasversali apprezzamenti. Una delle ragioni è da rintracciare prima di tutto nell’immediatezza della materia. Poche cose in Italia generano interesse di livello pari o superiore a quello generato da qualsiasi discorso sul calcio.

Di che parla L’allenatore nel pallone

Lino Banfi interpreta il ruolo di Oronzo Canà, un allenatore di seconda categoria chiamato a guidare una squadra appena promossa in Serie A, la Longobarda. Affascinato dallo stile di Nils Liedholm, all’epoca allenatore della Roma, Canà tenta di applicare lo stesso rigore nel suo lavoro ma con scarsi risultati. Dopo una serie di sconfitte consecutive la Longobarda finisce per rischiare la retrocessione in Serie B dopo una sola stagione nel massimo campionato.

Ad accrescere la popolarità del film fu nel 1984 la partecipazione, per quanto marginale, di veri calciatori, personaggi famosi e addetti ai lavori noti all’epoca nel calcio italiano. Tra questi compaiono lo stesso Liedholm, Giancarlo “Picchio” De Sisti, molti giocatori della Roma incluso un giovane Carlo Ancelotti e vari giornalisti sportivi come Nando Martellini e Fabrizio Maffei.

In sostanza il film racconta in chiave comica le vicende di una piccola squadra di Serie A, attraverso complicate trattative di calciomercato, difficili rapporti tra l’allenatore e il presidente (Borlotti) e continui malintesi tra l’allenatore e i suoi assistenti o tra lui e la stampa.

La Bizona

Da oltre tre decenni molti elementi presenti all’interno del film L’allenatore nel pallone circolano scherzosamente tra gli addetti come citazioni scontate. Una delle più frequenti è quella del modulo tattico usato da Oronzo Canà nella disposizione della Longobarda.

La formazione prevista dalla cosiddetta “Bizona”, concetto di difficile comprensione per i calciatori della Longobarda stessa, è il 5-5-5. “Mentre i cinque della difesa vanno in avanti, per esempio, i cinque attaccanti retrocedono, e così viceversa”, spiega Canà in ritiro ai suoi perplessi giocatori.

Altre espressioni e altri passaggi del film sono negli anni diventati talmente noti e ricorrenti da costituire un immaginario ormai comune e largamente condiviso. Basta digitare le lettere “Mi av” su YouTube per vedere comparire tra i primi risultati una delle più citate battute del film.

Perché funziona ancora oggi

A detta degli appassionati del genere uno degli aspetti più apprezzabili del film è la capacità di descrivere il calcio italiano con superficialità comica ma anche notevole esattezza. Al netto delle iperboli cinematografiche, L’allenatore nel pallone racconta un mondo rimasto grosso modo immutato, nel bene e nel male, dopo oltre trent’anni.

Molte pagine Facebook a tema calcistico e di larghissimo seguito oggi si ispirano e aderiscono perfettamente ai concetti e all’universo descritti da questo film. Il “nostalgismo” dilagante su Internet in ambito sportivo e nel calcio in particolare, e i termini stessi attraverso cui quel sentimento trova espressione, sembrano a volte provenire da ambienti integralmente formati dalla visione di questo film.

Fu girato un seguito nel 2008, L’allenatore nel pallone 2: non ebbe un equivalente successo e risultò anzi sgradito a molti cultori del primo capitolo.