Cosa Diego Godin può dare all’Inter di Conte

Diego Godin
Diego Godin (foto: Ailura, Wikimedia Commons, ritagliata, licenza CC BY-SA 3.0)

Diego Godin è ufficialmente un giocatore dell’Inter. Nella giornata di lunedì 1° luglio la società ha reso noto di aver ingaggiato “a parametro zero” il trentatreenne difensore uruguaiano. Godin è uno dei calciatori più esperti, carismatici e di maggiore esperienza internazionale al mondo, sebbene abbia probabilmente superato la fase migliore della sua carriera da professionista. Della notizia del suo arrivo, di fatto già nota dall’inizio del 2019, mancava soltanto l’ufficialità. Non aveva trovato un accordo per il rinnovo del contratto con l’Atletico Madrid, nella Liga spagnola, e aveva quindi accettato la proposta dell’Inter di giocare in Serie A. Ha firmato un triennale e secondo gli esperti di calciomercato guadagnerà quattro milioni e mezzo a stagione (sei contando i bonus).

L’arrivo di Godin all’Inter è in parte considerato dagli addetti uno dei primi “successi” di Beppe Marotta, da dicembre scorso amministratore delegato per l’area sportiva. Nell’Inter di Antonio Conte giocherà in quello che attualmente molti ritengono il miglior reparto della rosa. E di questo reparto migliorerà senza dubbio il livello di esperienza generale e l’attitudine a giocare partite di alto livello nelle più importanti competizioni europee per squadre di club.

Cosa è stato finora Diego Godin

La grandezza di Diego Godin non si può soltanto calcolare in rapporto ai trofei che ha vinto. Né la sua nazionale, l’Uruguay, né la squadra di club in cui ha giocato per nove lunghissime stagioni, l’Atletico Madrid, erano generalmente considerate le squadre favorite. Non lo sono mai state, in assoluto, per la vittoria finale delle numerose competizioni a cui hanno partecipato nel corso della lunga carriera di Godin da calciatore professionista. E ciononostante Godin ha vinto comunque molto. Ha vinto con l’Atletico Madrid il campionato spagnolo 2013-2014, due volte l’Europa League (nel 2012 e nel 2018), tre Supercoppe UEFA, una Coppa del Re e una Supercoppa di Spagna. E per due volte in tre anni ha giocato in finale di Champions League, contro i rivali del Real Madrid. In entrambi i casi è finita con le sue lacrime a fine partita, e non di gioia.

Il pilastro della difesa

Con l’Uruguay, di cui è capitano e giocatore con il maggior numero di presenze (131), Godin vinse la Coppa America nel 2011. Al netto dei trofei conquistati, quanto di buono la nazionale uruguaiana è comunque riuscita a ottenere negli ultimi dieci anni lo deve in larga parte a Godin. La reputazione internazionale di questa nazionale è storicamente dipesa molto spesso dalle eccellenti qualità della sua difesa. E di questa difesa Godin è sempre stato in anni recenti il pilastro fondamentale. Dapprima compagno ed erede del capitano Diego Lugano, è stato più recentemente mentore dell’altro giovane centrale José María Giménez, suo compagno anche nella squadra di club.

Nell’Atletico Madrid Godin ha formato a lungo una delle più forti e imponenti coppie di centrali titolari d’Europa. Dal 2011 al 2015 ha giocato con il brasiliano Joao Miranda, che ritroverà ora nell’Inter. Negli equilibri della coppia Miranda faceva la parte del centrale più svelto, Godin quella del difensore più esperto e tatticamente intelligente. Oltre che straordinariamente possenti e tenaci in fase difensiva erano entrambi “letali” per gli avversari sui calci piazzati, grazie alle loro qualità nei colpi di testa. Nella stagione della vittoria della Liga, 2013-2014, solo in campionato segnarono in due dodici gol.

Godin nell’Inter di Conte

Nel probabile 3-5-2 dell’Inter di Antonio Conte, Godin partirà quasi sicuramente titolare. Considerando Milan Skriniar e Stefan De Vrij imprescindibili nella formazione iniziale, non c’è in rosa un terzo centrale con più esperienza e qualità di Godin per occupare quel posto residuo. Per attitudine di gioco, intelligenza tattica e naturale inclinazione alla leadership è anche probabile che sarà lui a stare al centro e a guidare i movimenti della difesa.

Calciatore non più giovanissimo ma per il resto professionista esemplare, Godin presenta tutti i requisiti per garantire all’Inter almeno due stagioni ad alti livelli. Andrà tra l’altro a completare quel reparto, tecnicamente già fortissimo, ponendo un argine fondamentale all’unico punto debole di quel reparto: la mancanza di esperienza in ambito internazionale. E, limitatamente a questo, Diego Godin è il miglior centrale al mondo che l’Inter potesse prendere.

Non è per niente da sottovalutare nemmeno quello che Godin potrebbe dare all’Inter in termini di gol e di movimenti sulle palle inattive. Pur essendo considerati due difensori formidabili, Skriniar e De Vrij hanno finora in parte deluso le aspettative per quanto riguarda la capacità di sfruttare la loro statura per ergersi sopra gli avversari sui calci piazzati. Anche sotto questo aspetto Godin è ancora adesso uno dei difensori migliori al mondo. Potrebbe non soltanto arrivare lui stesso a segnare un numero significativo di gol ma anche contribuire indirettamente, occupando marcature, a migliorare di molto lo score dei suoi compagni di reparto. Già avvenne nell’Atletico Madrid proprio con Miranda, poi improvvisamente tornato del tutto improduttivo all’Inter.