Champions League: PSV-Atletico Madrid

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Benché non sia mai facile richiamare un’attenzione ingente intorno alle partite dell’Atletico Madrid, la più “catenacciara” tra le grandi squadre d’Europa, vediamo cosa c’è da dire riguardo PSV Eindhoven-Atletico Madrid, partita di andata degli ottavi di finale di Champions League (visibile in diretta in chiaro su Italia 1, alle 20:45). Ecco le considerazioni, i pronostici e le probabili formazioni.

PSV EINDHOVEN – ATLETICO MADRID | mercoledì ore 20:45

Nonostante una clamorosa sconfitta per 2-1 in casa contro il Benfica alla seconda giornata, l’Atletico Madrid – finalista della Champions League nell’edizione 2013-2014 (vinta dal Real Madrid) – ha più o meno agevolmente concluso la fase a gruppi di questa edizione al primo posto del gruppo C con 13 punti e 11 gol fatti. Soltanto il Wofsburg nel gruppo B – tra le squadre che si sono qualificate agli ottavi di finale come prime del girone – ne ha segnati di meno. E il gruppo B è proprio quello in cui si è classificato al secondo posto l’avversario dell’Atletico in questi ottavi, il PSV Eindhoven, che di gol nella fase a gruppi ne ha segnati 8. Insomma, a leggere soltanto queste statistiche, PSV Eindhoven-Atletico Madrid si presenta come una partita in cui difficilmente si vedranno molti gol.

Come sta l’Atletico Madrid

Stava meglio qualche settimana fa, diciamo. Approfittando anche del turno di campionato saltato dal Barcellona per la concomitanza del Mondiale per club, in questa stagione l’Atletico Madrid è rimasto a lungo al primo posto in classifica nel campionato spagnolo e, teoricamente, se la sta ancora giocando con Barcellona e Real Madrid. Tuttavia, in seguito alla sconfitta per 2-1 nello scontro diretto contro il Barcellona (30 gennaio), e poi in seguito al recupero da parte del Barcellona di quel turno di campionato rinviato (e diventato una prevedibile vittoria contro lo Sporting Gijon), l’Atletico è finito a -6 in classifica dal Barcellona, e ora a -8, dopo l’inconcludente 0-0 ottenuto sabato sera dall’Atletico in casa contro il Villarreal.

Insomma, invece che cercare di ridurre lo svantaggio in classifica, sia l’Atletico che il Real stanno complicandosi la vita con evitabili pareggi, mentre quelli lassù non ne perdono più neppure mezza.

Dell’Atletico vale sostanzialmente tutto quello che si è più volte detto di questa squadra negli ultimi anni. Solidissima in difesa (solo 11 gol subìti, in 25 giornate di campionato), la squadra allenata da Simeone ha ancora nell’attacco il suo reparto meno continuo, nonostante l’arrivo di nuovi giovani attaccanti e trequartisti nel corso del calciomercato estivo: uno di questi – per capirci su come sia andato finora l’esperimento “proviamo a segnarlo, qualche gol in più” – è già andato via: Jackson Martinez. L’unico attaccante di cui si può solo parlar bene – per qualità tecnica e maturità tattica acquisita – è Antoine Griezmann, ma anche per lui (come, ad esempio, per Higuaín nel Napoli) vale il discorso dell’eccessiva “dipendenza” da lui da parte della squadra: ora è da cinque giornate che non segna, e in queste cinque giornate l’Atletico ha vinto soltanto due volte. Se si ferma Griezmann – e pure se non si ferma, a dire il vero – l’Atletico fa sempre una fatica del diavolo a segnare più di uno, due gol a partita.

Un aspetto migliorato rispetto al recente passato è la qualità media in panchina: nel corso di questa stagione diversi giovani promettenti – Ferreira Carrasco, Saúl Níguez, Óliver Torres, Ángel Correa, Matías Kranevitter, Thomas Partey – a rotazione, chi più chi meno, hanno preso il posto lasciato libero da Arda Turan, passato al Barcellona in estate, e poi anche di Tiago, gravemente infortunato dal 28 novembre scorso. Pur non essendo ancora dei fenomeni assoluti, sono tutti giocatori di grande prospettiva e con buone qualità tecniche, soprattutto i primi quattro. Fino all’anno scorso, se si rompeva uno dei titolari a centrocampo, l’Atletico era messo abbastanza male; quest’anno le cose vanno meglio, e si tratta di un aspetto che alla lunga, in una competizione logorante come la Champions League, potrebbe tornare estremamente utile. Non stavolta, purtroppo: Carrasco e Partey sono infortunati, così come Augusto Fernandez, il mediano argentino arrivato dal Celta Vigo nel calciomercato invernale e infortunato dalla fine di gennaio (è nella lista dei convocati ma difficilmente sarà utilizzato).

Come sta il PSV

Molto bene: dal rientro dopo le feste di Natale ha vinto sette partite su otto. Il PSV si sta giocando il campionato con l’Ajax e al momento è primo in classifica, da tre giornate, con un solo punto di vantaggio sul suo unico avversario: 59 a 58. Rispetto all’Ajax ha segnato di più – è nettamente il migliore attacco della Eredivisie: 62 gol in 24 partite – ma ha anche subìto di più (24 gol). Sabato scorso ha vinto 2-0, dominando dall’inizio alla fine, la partita contro la squadra terza in classifica (ma ora non più): l’Heracles. Stavolta non ha segnato Luuk de Jong, ed è già un fatto notevole: è lui il capocannoniere della squadra e del campionato, con 17 gol in 22 partite da titolare. Purtroppo per il PSV e per lo spettacolo, non giocherà questa partita di andata degli ottavi a causa di una squalifica.

Il vero limite del PSV in questi ottavi di finale è rappresentato dalla disabitudine a giocare partite di questo livello e con questo genere di avversari: una difesa come quella dell’Atletico Madrid, in Eredivisie (e non solo), semplicemente non esiste. L’assenza di un attaccante forte come de Jong – peraltro fortissimo nel gioco aereo e in quello di sponda, che contro centrali come Godin e Gimenez è fondamentale – rende inoltre ancora più improbabile che il PSV trovi il modo di segnare. Mancherà anche Andrés Guardado, infortunato, la cui assenza aumenta le probabilità di giocare dal primo minuto per Marco van Ginkel, da poco arrivato dal Chelsea (dopo i prestiti deludenti al Milan e allo Stoke City) ma già autore di due gol in tre partite.

Che partita potrebbe essere

In casa il PSV è un avversario tosto, senza dubbio. Detto questo, nelle partite giocate in trasferta in questa stagione l’Atletico ha mostrato una tendenza ancora più evidente a curare la fase difensiva, con attenzione e scrupolosità, e con tutti gli undici giocatori (Griezmann incluso: è uno dei motivi per cui Mandzukic prima e Jackson Martinez poi, più “statici”, hanno sostanzialmente fallito il Simeone-test). È quindi ragionevole attendersi dall’Atletico un’altra partita del genere, giocata con il solito pressing stretto – ma non troppo alto, in trasferta – sui portatori di palla, in attesa di un errore dell’avversario. In ripartenza e nei calci da fermo sono da individuare le possibili azioni da cui l’Atletico potrebbe più probabilmente ricavare un gol, ammesso che arrivi.

Le probabili formazioni:
PSV EINDHOVEN: Zoet; Arias, Bruma, Hector Moreno, Brenet (o Jetro Willems); Hendrix, Propper, van Ginkel; Narsingh, Locadia, Pereiro.
ATLETICO MADRID: Oblak; Juanfran, Gimenez, Godin, Filipe Luis; Koke, Gabi, Saul Miguez, Oliver Torres; Griezmann, Fernando Torres.

PROBABILE RISULTATO: 0-0
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UNDER (1.62, Eurobet e Bwin)