Juventus-Real Madrid: cosa c’è da aspettarsi

Champions League

Non tanti gol, forse. Il Real Madrid contro la Juventus a Torino, nell’andata della prima semifinale di Champions League, gioca con una formazione non al completo: c’è Bale ma mancano ancora Modric e Benzema, assenze da molti indicate come la principale causa di una serie di partite recenti non perfette della squadra allenata da Ancelotti. La Juventus ha i giocatori adatti e la predisposizione tattica adeguata per mettere in difficoltà la squadra campione in carica, almeno in questa partita di andata.

Le probabili formazioni:

JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra; Marchisio, Pirlo, Vidal; Pereyra; Morata, Tevez.
REAL MADRID (4-4-2): Casillas; Carvajal, Pepe, Varane, Marcelo; Ramos, Kroos, Isco, Rodriguez; Bale, Ronaldo.

JUVENTUS – REAL MADRID | martedì ore 20:45

La Juventus – che sabato pomeriggio, vincendo 1-0 a Genova contro la Sampdoria, ha ottenuto matematicamente il suo quarto scudetto consecutivo – non prende parte a questa fase della Champions League da oltre dieci anni (edizione 2002-03). Nel sorteggio ha pescato la squadra campione d’Europa in carica, il Real Madrid, che l’anno scorso di questi tempi in molti già vedevano destinata a vincere questa competizione (anche il Veggente) perché la ritenevano la più forte d’Europa insieme al Bayern Monaco. La squadra più forte d’Europa senza dubbio e senza rivali, il Real Madrid non lo è più.
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Perché? Cosa è successo dall’anno scorso a quest’anno? E com’è che la Juventus – questa Juventus precisa, equilibrata e ben organizzata della gestione Allegri – è legittimamente autorizzata a credere di potersela davvero giocare fino in fondo contro una squadra che nella passata stagione la sconfisse 2-1 a Madrid pareggiando poi 2-2 a Torino, nella fase a gironi?

Cosa è successo al Real Madrid


Il Real Madrid della stagione 2014-15, concordano diversi osservatori sportivi, è stata oggettivamente svantaggiata da una serie di infortuni capitati ad alcuni titolari fondamentali per il gioco della squadra. Più che Sergio Ramos, Rodriguez e Benzema, tutti assenti in parti diverse di questa stagione, il giocatore la cui prolungata assenza per infortunio ha procurato più danni agli schemi tattici del Real Madrid è stato ed è il centrocampista croato Luka Modrić. Quanto sia importante per il Real lo riconoscono anche i suoi avversari. In una recente intervista riguardo questa semifinale, ad Allegri hanno chiesto se c’è un giocatore, a parte Ronaldo, che lui toglierebbe al Real Madrid, e Allegri ha risposto: “L’hanno già tolto: Modric”.

Il primo infortunio di Modric in questa stagione – tendine del retto femorale – è capitato a novembre durante una partita di qualificazione agli Europei tra Italia e Croazia: Modric è rimasto fuori per oltre tre mesi. A marzo – con il Real Madrid forse nella fase peggiore di questa stagione – è tornato in campo ma soltanto per poco più di un mese, prima che una distorsione del legamento collaterale del ginocchio destro durante una partita di campionato contro il Malaga lo costringesse a questa seconda prolungata assenza, che durerà presumibilmente fino alla fine della stagione. Qualche settimana fa era emersa anche qualche critica da parte dello staff medico della Croazia, che aveva accusato quello del Real Madrid di aver gestito male nei tempi e nei modi il recupero di Modric dal primo infortunio.

Una giovane fan di Cristiano Ronaldo a Torino, nel giorno “più bello della sua vita”


E cioè il Real Madrid non dispone di un sostituto in grado di replicare il gioco di Modric? Risposta breve: no, un altro giocatore come Modric il Real Madrid quest’anno non ce l’ha. Come dicevamo la settimana scorsa, al di là dei suoi tre assist e un gol in questa stagione, il contributo più importante di Modric alla squadra è quello di costruire gran parte delle azioni di attacco nella fase iniziale. Modric, per capirci, è quello che passa il pallone a quello che poi lo passa a quello che fa gol: fa assist a quello che fa assist, ed è anche il principale responsabile – insieme a Kroos – di fare “uscire” il pallone dalla metà campo del Real. Ancelotti ci ha provato più volte, ad affidare questo difficilissimo compito ad altri – da Isco allo stesso Kroos fino a Rodriguez, in una posizione non proprio sua – ma i risultati non sono stati buoni, e piuttosto si faceva prima e meglio a cambiare modulo e schemi di attacco.

Il vantaggio di non avere Modric contro


In poche parole, il vantaggio di affrontare il Real Madrid senza Modric è quello di poter “liberare” un incontrista che può concentrarsi nelle marcature e nei raddoppi contro gli esterni più rapidi e pericolosi (Ronaldo, Bale, Rodriguez). Con Modric no: bisogna metterne uno fisso in pressing alto su di lui, se si vuole tentare di impedire al Real di girare. Senza Modric è un altro Real Madrid: i giocatori che dovrebbero svolgere i suoi compiti non possiedono la sua tendenza a spostarsi in ogni zona del campo, anche verticalmente, e a cercare (e trovare) compagni smarcati con passaggi filtranti che creano superiorità numerica. Isco e Rodriguez, quando lo fanno, si trovano in una parte della metà campo avversaria già abbastanza difesa, tanto da essere spinti loro stessi a saltare l’avversario piuttosto che cercare vie di passaggio strette e difficili. Contro difese scarse, va bene uguale; contro difese più attrezzate e terzini svegli anche in fase di copertura, diventa più complicato.

Per usare un’immagine presa da un altro sport: Modric è come la quarta marcia, e senza Modric il Real Madrid è come una macchina con la stessa velocità massima e le stesse marce alte – ma senza la quarta, appunto. Se è tutto rettilineo (“praterie”, come dicono i cronisti anziani), ok uguale: basta arrivare subito alle marce alte (Ronaldo). Se è un circuito misto (difese organizzate), nelle parti lente l’assenza della quarta si sente parecchio.

Come sta giocando il Real Madrid senza Modric


Nella difficile partita di sabato scorso contro il Siviglia in trasferta il Real Madrid ha vinto 3-2 (tre gol di Ronaldo). Nelle partite più recenti il Real ha dovuto fare a meno sia di Modric che di Bale e Benzema, infortunati anche loro (ma Bale contro la Juventus ci sarà): piuttosto che cambiare interpreti al consueto 4-3-3 – con esiti piuttosto alterni – sabato scorso Ancelotti ha deciso di smetterla di provarci con Illarramendi o Lucas Silva, giocatori non abbastanza “collaudati” e tatticamente preparati a ricoprire il ruolo di centrali factotum in un centrocampo a tre senza Modric. Nelle poche volte in cui è stato impiegato, quest’anno Illarramendi ha giocato non tanto bene, sia in fase di possesso palla che in copertura (era molto spesso fuori posizione).

Ancelotti richiamava continuamente l’attenzione di Illarramendi, durante la trasferta del 26 aprile contro il Celta Vigo

Contro il Siviglia, al Ramón Sánchez-Pizjuán (dove il Siviglia non perdeva da febbraio 2014!), Ancelotti aveva di nuovo a disposizione Bale, che rientrava dal suo infortunio al ginocchio, ma per non correre troppi rischi lo ha impiegato soltanto dal 65° minuto in poi, sul risultato di 2-1 per il Real. Bale è entrato al posto di Chicharito Hernández, che aveva cominciato la partita da titolare come prima punta in un 4-4-2 con Ronaldo a sinistra. Il suo primo pallone giocato è stato il cross verso Ronaldo in occasione del terzo gol.

C’è da dire, però, che i due gol al 36° e al 37° del primo tempo il Real Madrid li aveva segnati mentre il Siviglia era in dieci: Krychowiak si era scontrato di brutto con Sergio Ramos e si trovava temporaneamente a bordo campo per farsi medicare.

E la difesa del Real?


Per cercare di coprire maggiormente la difesa, Ancelotti contro il Siviglia ha scelto di mettere Pepe e Varane centrali di difesa e piazzare Ramos mediano centrale: ha funzionato, almeno in parte. M’Bia, Banega e Krychowiak si sono quasi sempre trovati Ramos davanti, a impedir loro di giocare il pallone verso Bacca. E però Reyes e Aleix Vidal hanno mostrato i limiti della difesa del Real Madrid per quanto riguarda le fasce, dove Carvajal e Marcelo – come spesso capita – hanno fatto una partita eccellente in fase di attacco ma carente in fase difensiva (sulla fascia destra, quella di Marcelo, Vidal ha messo una quantità notevole di palloni buoni al centro, verso la fine della partita).

Come sta la Juventus


Nel turno di campionato scorso la Juventus ha vinto contro la Sampdoria a Genova nonostante fosse sufficiente un pareggio per avere la matematica certezza del quarto scudetto consecutivo. È stata un’altra dimostrazione della mentalità vincente di questa squadra, che nel corso di questa stagione anche nelle partite decisive ha mostrato grande carattere, per esempio andando a vincere 3-0 in casa del Borussia Dortmund nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League e 3-0 in casa della Fiorentina dopo avere perso in casa la semifinale di andata di Coppa Italia col risultato di 2-1.

In questa partita non avrà particolari problemi di formazione: è Pogba l’unico assente rilevante tra quelli che solitamente giocano titolari. Pogba è fortissimo, e d’accordo, ma in questa Juventus l’unico calciatore veramente insostituibile forse è soltanto Tevez, titolare fisso nel reparto in cui Allegri ha meno alternative di qualità: in attacco. A centrocampo c’è Marchisio che sta giocando alla grande sia da regista in sostituzione di Pirlo sia da interno. Vidal pure sta migliorando partita dopo partita, raddrizzando così una prima parte di stagione non esaltante. E poi sta giocando molto bene anche Pereyra.

La Juventus ha i giocatori e le caratteristiche tattiche adatte a mettere in difficoltà il Real Madrid e per riuscire quantomeno a pareggiare questa partita di andata. In casa – dove ha subìto una sola sconfitta nelle ultime 54 partite ufficiali – ha un ottimo rendimento anche nelle competizioni europee: è imbattuta da 12 partite, ha vinto quattro partite su cinque in questa stagione, e in generale ha perso soltanto una delle 17 partite europee giocate in casa nel nuovo Juventus Stadium (V10 P6 S1).

Che partita può uscirne


Non una partita da 0-0, ma nemmeno un partitone con parecchi gol. Quando è schierata con la linea a quattro, la difesa della Juventus concede qualcosa in più rispetto a quando gioca a tre. In fase di impostazione i terzini si alzano fino alla linea di centrocampo per rendere disponibili più linee di passaggio per Pirlo, che retrocede fino alla linea dei difensori per cominciare l’azione. Pirlo sbaglia in percentuale pochissimi passaggi a partita, come anche Marchisio e Vidal: dovranno essere perfetti tutti e tre, e non fare errori, perché a perdere il pallone contro il Real Madrid si rischiano contropiedi devastanti. Cristiano Ronaldo e Bale sono due dei calciatori più veloci al mondo in fase di possesso del pallone: la Juventus rischia di subire gol soprattutto per le giocate di questi due campioni del Real Madrid, anche perché Evra – per quanto sia migliorato nella seconda parte della stagione – rimane probabilmente l’anello più debole di questa squadra, e Lichtsteiner nel 2015 neppure ha mai giocato ad altissimi livelli.

La Juventus ha comunque subìto soltanto 19 gol su 34 partite di campionato e 5 nelle 10 partite di Champions League di questa stagione, mantenendo la porta inviolata allo Juventus Stadium in tre occasioni su cinque.

Le possibilità di fare gol al Real Madrid ci sono e sono parecchie. Come detto, oltre ai noti problemi difensivi – soprattutto sulle fasce – nel Real Madrid c’è sempre l’incognita Casillas. Ultimamente ha giocato bene – ha fatto ottime parate anche contro il Siviglia – ma nel corso degli ultimi anni Casillas ha fatto parecchi errori anche in partite di grande importanza come la finale di Champions League dello scorso anno contro l’Atletico Madrid. Un esempio tra i tanti recenti: se uno come Kucka ha fatto gol su calcio di punizione a Casillas in questo modo, perché mai non dovrebbe riuscirci Pirlo?

La posizione di Sergio Ramos – calciatore che spesso commette falli ingenui, come per esempio quello commesso in occasione del calcio di rigore a favore del Siviglia sabato scorso – piazzato davanti la difesa suggerisce la possibilità che la Juventus possa tirare almeno un paio di calci di punizione dal limite.

Chi arbitra


L’arbitro della partita sarà Martin Atkinson, un inglese di 41 anni che in questa stagione ha già arbitrato sei partite in Champions League, tra cui quella della vittoria della Juventus contro l’Olympiacos nella fase a gironi (3-2) e quella della vittoria del Real negli ottavi contro lo Schalke 04 in Germania (0-2). Nel turno scorso ha arbitrato il quarto di finale di ritorno tra Bayern Monaco e Porto, finito 6-1.

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Probabili formazioni:
JUVENTUS: Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra; Marchisio, Pirlo, Vidal; Pereyra; Morata, Tevez.
REAL MADRID: Casillas; Carvajal, Pepe, Varane, Marcelo; Ramos, Kroos, Isco, Rodriguez; Bale, Ronaldo.

PROBABILE RISULTATO: 1-1
1X (1.52, Eurobet)
GOL (2.05, Betfair)
1X + GOL (2.80, #)
PIRLO MARCATORE (7.00, Eurobet)