Le cose da sapere e i pronostici sul Gran Premio della Cina di Formula 1

Domenica alle otto del mattino (ora italiana) si correrà in Cina, a Shanghai, la terza gara del campionato: Hamilton, di nuovo in pole, e Rosberg hanno un ampio vantaggio su tutti, fuorché la Ferrari, che consuma le gomme meno rapidamente e se la gioca per stare almeno davanti a una Mercedes.

A che ora è la partenza del Gran Premio (e come vederlo)
Alle 8 in Italia, e lì a Shanghai saranno le 14. La gara sarà trasmessa in diretta dalla RAI su Rai 1 e da Sky sui canali tematici dedicati alla Formula 1 (anche in streaming, tramite Sky Go, solo per gli abbonati). La pista è lunga 5,451 chilometri e la gara si corre sul totale di 56 giri (305.066 chilometri): dura circa un’ora e mezzo, in condizioni di pista asciutta (non è prevista pioggia).

La griglia di partenza

1. Lewis Hamilton (Mercedes)
2.      Nico Rosberg (Mercedes)
3. Sebastian Vettel (Ferrari)
4.      Felipe Massa (Williams)
5. Valtteri Bottas (Williams)
6.      Kimi Raikkonen (Ferrari)
7. Daniel Ricciardo (Red Bull Racing)
8.      Romain Grosjean (Lotus)
9. Felipe Nasr (Sauber)
10.      Marcus Ericsson (Sauber)
11. Pastor Maldonado (Lotus)
12.      Daniil Kvyat (Red Bull Racing)
13. Max Verstappen (Toro Rosso)
14.      Carlos Sainz (Toro Rosso)
15. Sergio Perez (Force India)
16.      Nico Hulkenberg (Force India)
17. Jenson Button (McLaren)
18.      Fernando Alonso (McLaren)
19. Will Stevens (Marussia)
20.      Roberto Merhi (Marussia)

Vettel riuscirà a battere di nuovo Hamilton?
Difficile. Intanto perché stavolta c’è Rosberg in mezzo. Poi perché la temperatura dell’asfalto non è alta come in Malesia (condizione di pista tendenzialmente scomoda per la Mercedes). E poi perché la Mercedes, ammesso che le cose non vadano come previsto, stavolta potrebbe comportarsi diversamente per non rischiare di farsi passare di nuovo: “marcare” la strategia di Vettel con uno dei due piloti (verosimilmente Rosberg).

A parte le qualifiche – ossia la parte dei weekend in cui la Mercedes ha ancora un vantaggio consistente – la Ferrari ha comunque confermato le cose buone mostrate in Malesia: un passo gara al livello delle Mercedes, e persino migliore nella parte finale dei long run. In pratica, grazie al buon lavoro con il telaio di quest’anno, la Ferrari consuma le gomme in misura minore e più uniforme rispetto alla Mercedes. Ma rispetto alla Malesia, in Cina il consumo medio è inferiore e le temperature meno alte, cosa che dovrebbe teoricamente creare meno difficoltà alla Mercedes.

Venerdì i piloti delle due squadre hanno effettuato prove differenti: Vettel e Rosberg hanno girato prevalentemente con gomme medium, Raikkonen e Hamilton con gomme soft.

prove libere 2 - GP Cina

Quale sarà la strategia più usata?
Quasi tutti i piloti dovrebbero scegliere la strategia con due soste. È molto improbabile che la Ferrari possa anche stavolta fare una sosta in meno rispetto alla concorrenza, ma c’è la possibilità che Vettel tenti di allungare il più possibile uno degli stint con gomme soft per cercare di prendere almeno una Mercedes. È proprio per questo che la Ferrari in Q3 ha scelto di tenere da parte un set di gomme soft inutilizzato. Potrebbe anche funzionare, e Vettel potrebbe giocarsela alla pari quanto meno con Rosberg. Stavolta l’ordine di arrivo più verosimile rimane comunque quello pre-Malesia: 1. Hamilton, 2. Rosberg, 3. Vettel.

«Un giro di merda»
Così Raikkonen ha definito il suo ultimo tentativo in Q3, un giro significativamente rallentato da un sottosterzo in curva 2. Per un motivo o per un altro, anche stavolta Raikkonen si trova a partire da una posizione difficile, che non rispecchia affatto le potenzialità della macchina (solitamente concretizzate invece da Vettel quest’anno, da Alonso l’anno scorso). Ciononostante il più delle volte riesce poi in gara ad andare molto forte e a recuperare le posizioni perse in qualifica; e però il tempo impiegato a recuperarle, di solito, gli impedisce di giocarsela per la vittoria (possibilità non esclusa per Vettel). L’anno scorso, nelle qualifiche, gli era andata molto peggio: pagò molto caro il fatto di essersi qualificato in undicesima posizione, e arrivò soltanto ottavo.

Per l’assenza di filtri: stima eterna e assoluta, ovviamente. L’espressione molto elegante ci ha ricordato di quella volta in cui nel 2006, poco prima della partenza del Gran Premio del Brasile, il cronista ed ex pilota Martin Brundle fece notare a Kimi che si era perso la presentazione del Gran Premio fatta da Pelè. E lui gli rispose: «Eh, sì. Ero a cacare».

E dietro Mercedes e Ferrari? Williams o Red Bull?
La Williams è tornata a essere piuttosto forte sul giro singolo ma ha ancora qualche piccola difficoltà a tenere le gomme in buono stato per tratti medio-lunghi di gara. Al contrario della Red Bull, che nelle prove di venerdì è andata molto forte (con Ricciardo) quando montava la gomme soft.

La Red Bull ha inoltre cambiato fornitore per l’impianto frenante, per questioni di affidabilità più che di prestazioni: dopo alcune difficoltà di adattamento con i prodotti dell’azienda HITCHO Racing, utilizzati nelle prime due gare, è tornata ai freni Brembo. Nelle libere di venerdì Kvyat ha peraltro fatto un fuori pista causato da un problema ai freni della ruota sinistra posteriore.

Ad ogni modo, il circuito di Shanghai non è di quelli particolarmente impegnativi dal punto di vista dei freni, a parte la frenata in curva 14, al termine del lungo rettilineo che è anche una delle tre zone di attivazione del DRS. In quella frenata si passa da 328 a 60 km/h in uno spazio di 161 metri e in un tempo di 1,7 secondi.

I pronostici

Classificati GP
OVER 15,5 (2.20, Paddy Power)
Migliore gruppo 2 (Bottas, Massa, Ricciardo, Kvyat)
RICCIARDO (3.60, Gazzabet)
2 auto a punti
RED BULL (2.25, Paddy Power)
Testa a testa
BOTTAS-MASSA 1
HAMILTON-ROSBERG 1
KVYAT-RICCIARDO 2
RAIKKONEN-VETTEL 2
Quota totale: 3,90 (Eurobet)

Il matto del weekend
Questo spettatore qui, che durante la seconda sessione di prove libere del venerdì, a rischio di essere investito da una macchina e morire come un deficiente, ha pensato di attraversare la pista e oltrepassare il muretto, riuscendo peraltro – almeno inizialmente – a farci pensare che fosse un addetto del circuito, magari un poco balengo. Alla polizia ha detto che voleva provare una macchina di Formula 1.
Lo hanno ammanettato e arrestato. In Cina.
Salutate il balengo. Non lo rivedremo per un po’.