GP Stati Uniti: i fattori da considerare

Formula 1

A poche ore dalla partenza del GP degli Stati Uniti (prima volta sul circuito di Austin), proviamo a evidenziare i principali fattori che potrebbero decidere la gara. I valori in pista, intanto, sono sempre gli stessi: Vettel avanti anni luce, McLaren e Lotus in marcatura, e Ferrari pure in crisi di pneumatici, ora.

Doppiaggi
Non è un circuito fantastico, ammettiamolo; ma c’è una prima parte, da curva 3 a curva 9, molto impegnativa ed esaltante per i piloti, che ricorda vagamente certe chicane veloci di Silverstone e Suzuka. Solo che si percorrono ad altissima velocità e qui la traiettoria buona (oltre che pulita) è una soltanto, malgrado la larghezza della carreggiata. Questo significa che finire fuori dalla linea di percorrenza, eventualità molto probabile nel caso di doppiaggi, può arrivare a costare anche tre, quattro secondi alla fine del giro. Occorrerà peraltro prontezza e capacità di intendersi al volo: a quella velocità basta un equivoco, tipo spostarsi entrambi dalla stessa parte della pista, e addio. Tutti i team si sono detti preoccupati per questo.
Ok, in linea di principio il fattore doppiaggi dovrebbe valere per tutti i piloti, ma in verità è un fattore che aumenta l’imprevedibilità della corsa: alcuni piloti di testa potrebbero effettivamente trovarsi a dover doppiare più vetture rispetto a chi segue. La strategia conterà moltissimo. Presente quel diagramma sui monitor degli ingegneri, che monitora in gps la posizione in tempo reale di tutte le vetture in pista? Eh, bisognerà tenerlo sottocchio costantemente.

Pista sporca
Massa e Alonso partiranno rispettivamente dalla sesta e dall’ottava posizione. Non solo Domenicali, ma molti piloti e team manager, hanno manifestato le proprie paure rispetto allo sporco presente fuori dalla traiettoria ideale. Oltre che per i doppiaggi, come detto, la cosa potrebbe appunto creare problemi ai piloti che scatteranno al via dalle piazzole col numero pari, ossia quelle sul lato sporco del rettilineo di partenza. Sabato mattina Hamilton, che partirà proprio da quel lato, ha provato una partenza proprio da lì ed è andata malissimo: la vettura ha pattinato molto prima di riportarsi sulla traiettoria pulita e trovare aderenza. Massa ha detto che la sua prova di partenza è stata perfino più lenta di una partenza sul bagnato.
Poi vabbè, è sempre e comunque questione di manico. Piglia Button, che la prova partenza sabato l’ha sbagliata pure dal lato pulito. O piglia Webber, uno che oggi scatterà dalla parte pulita (terzo) ma che quest’anno ha sbagliato più partenze di chiunque altro. Per dire.
In ogni caso, meglio prepararsi anche a notevoli miglioramenti del rendimento di alcune vetture man mano che le condizioni dell’asfalto miglioreranno. Due team su tutti, Ferrari e Lotus, che sembrano soffrire i problemi di grip molto più della concorrenza.

Pneumatici
Nel weekend texano si è di colpo rimaterializzato il fantasma di un guaio che ammorba la Ferrari ormai da diversi anni (praticamente dall’anno di addio di Schumi): la maledetta temperatura delle gomme. Qui a Austin, durante prove libere e qualifiche, sia Alonso sia Massa, a differenza dei principali avversari, dovevano compiere almeno tre, quattro giri prima di portare i pneumatici in temperatura e ottenere il grip necessario a far segnare i migliori tempi personali. Non che la cosa sia irrilevante durante le qualifiche (in Q3 le rosse hanno perfino utilizzato pneumatici già rodati per cercare di risolvere la cosa, ma nessuno dei due piloti, alla fine, si è qualificato col miglior crono personale del weekend), la cosa però rischia di diventare un problema ancora più serio in gara. I primi giri della corsa sono ormai quelli in cui è più facile vedere cambiamenti nelle posizioni di testa. Se la Ferrari sarà costretta ad affrontarli con l’handicap delle gomme, più che all’insegna dell’attacco, quei giri saranno all’insegna della strenua difesa della posizione, anche in caso di spunto positivo in partenza. E un altro momento critico sarebbe quello del rientro in pista dopo la sosta ai box. Ok il passo gara a pieno regime (comunque buono), ma non ha senso sminuire la grana gomme: in corse tirate come quelle degli ultimi tempi, è un fattore che può penalizzare moltissimo.

Matematica mondiale
Per gli amanti dei calcoli, ad Alonso, con Vettel vincente, occorre almeno un piazzamento in quarta posizione per mantenere vive le speranze matematiche di aggiudicarsi il mondiale 2012, ma a quel punto servirebbe seriamente un miracolo.

TESTA A TESTA
Kobayashi – Perez: 2 • [ 1.65 ]
Raikkonen – Webber: 1 • [ 2.20 ]
Grosjean – Massa: 1 • [ 2.45 ]
Quota totale: [ 8.89, Bwin ]