I texani cercano la quinta gioia sul parquet dello Staples Center, Washington sogna la rivincita contro i Celtics e i Raptors di Bargnani non vogliono sfigurare a Dallas.
Ci risiamo. Quattro giorni dopo il successo esterno che ha permesso ai Celtics di spazzare via lo zero nella casella delle vittorie del record stagionale, stanotte al Garden arrivano i Washington Wizards alla ricerca d’una repentina rivincita. Ci riusciranno? Difficile. E’ pur vero che i verdi sono ancora in alto mare (sia a livello fisico che di spogliatoio, viste le tante facce nuove) e avranno bisogno di tempo per trovare l’amalgama, ma gli “stregoni” della Capitale appaiono tutt’altro che imbattibili. L’assenza di Nenè, bloccato da un brutto infortunio, e la scarsa sterile vena realizzativa di Ariza rendono più complicate le cose: per mettere paura ai Celtics servirà di nuovo qualche “magia” del transalpino Seraphin.
Una è reduce da due roboanti prestazioni tra le mura amiche contro Charlotte e Portland. L’altra da una pesante batosta in quel di Oklahoma ieri notte, evidenziando per l’ennesima volta il suo ancestrale problema: i rimbalzi. No, Dallas-Toronto non è affatto la classica sfida di cartello. Ma dietro il suo probabile risultato scontato può nascondersi una gara emozionante e dal canestro assai frequente. Raptors affaticati ma più rodati, con Valanciunas e Bargnani che stanno trovando la giusta sintonia. Mavs (privi di capitan Nowitzki) ancora meravigliati dopo aver scoperto di cosa è capace OJ Mayo quando è in serata. Se a lui in stato di grazia si sommano pure Collison e Kaman, per gli ospiti non c’è storia, ma i canadesi, quest’anno, hanno impressa sulla canotta l’etichetta “maneggiare con cura”.
Ormai è una regola: quando li danno per finiti e decrepiti, ritornano a galla più forti di prima, dopo aver metaforicamente fatto un bagno nella fonte della giovinezza. Gli inossidabili Spurs, dopo sole quattro partite, sono già imbattuti: un copione che sembra ripetersi ogni anno. Non c’è Ginobili? Quisquilie. Ad affiancare i sempreverdi Parker, Duncan e Jackson c’è una rivelazione della scorsa stagione, il ventunenne Kawhi Leonard, titolare inamovibile nelle rotazioni di coach Popovich. Questa notte dovranno vedersela con i Clippers di CP3 e Blake Griffin, allo Staples Center. I padroni di casa vengono da due rovinose cadute contro Cleveland e Golden State, mostrando tutte quelle debolezze abilmente celate nelle gare precedenti con Grizzlies e Lakers. Il Veggente non si fida della discontinuità e prevede un altro trionfo degli “speroni”.

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