Portogallo, basterà il solo Cristiano Ronaldo?

Euro 2012

Non solo Cristiano Ronaldo o solo Cristiano Ronaldo? L’interrogativo maggiore del Portogallo è questo. Al momento la dipendenza dalla punta di diamante del Real Madrid appare evidente, ed il problema è che CR7 in nazionale non ha avuto finora lo stesso rendimento che con la maglia dei suoi club.

GIRONE B – PORTOGALLO

La delusione per la Coppa svanita in casa otto anni fa, nella finale contro la Grecia, è ancora fortissima. Così per invertire la tendenza della storia, il Portogallo ha perfino stravolto la sua tradizione calcistica: non più solo possesso palla, grande tecnica, e tiki-taka, ma gioco offensivo, aggressivo e dominio del gioco. Almeno nelle intenzioni del ct Bento, che è subentrato a Queiroz dopo il deludente avvio di qualificazione. La squadra lusitana aveva ricominciato il suo cammino europeo con un pari in casa con Cipro (4-4) e una sconfitta a Oslo contro la Norvegia. Così i dirigenti di Lisbona hanno deciso di cambiare in corsa, chiamando il giovane Bento: risultato, 5 vittorie di fila, fino allo scivolone in casa della Danimarca che ha costretto comunque il Portogallo allo spareggio con la Bosnia. E per confermare la fiducia nel suo tecnico, ecco il rinnovo fino al 2014 arrivato alle soglie del torneo in Ucraina. Bento punterà sul 4-3-3, per sfruttare la velocità sulle fasce di Cristiano Ronaldo e Nani, pezzi da novanta della squadra. Tra i 23 convocati, solo tre sono del Porto campione, moltissimi gli “stranieri”. Il ct ha chiamato anche due esordienti assoluti, il terzino Miguel Lopes e il centrocampista Custodio, entrambi del Braga rivelazione del campionato portoghese. A centrocampo le chiavi sono in mano a Moutinho, l’incognita come al solito resta la capacità realizzativa e la mancanza di una prima punta classica capace di buttarla dentro. Hugo Almeida e Helder Postiga se la giocheranno con la giovane punta del Benfica, Nelson Oliveira, ma nessuno dei tre sembra all’altezza. In difesa, col madridista Pepe come punto di riferimento, hanno invece dovuto dire addio alla nazionale per scelta del ct Carvalho e Bosingwa, due colonne.

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I RISULTATI STAGIONALI
Già scritto del girone di qualificazione balbettante, e dello spareggio vinto sulla Bosnia (0-0 in trasferta all’andata, poi la liberazione del 6-2 al ritorno), le amichevoli di preparazione all’Europeo sono state a dir poco disastrose e hanno confermato i problemi offensivi tradizionali della nazionale lusitana. Zero a zero contro Polonia e Macedonia, poi la batosta interna nell’ultima apparizione con la Turchia (1-3). Non certo risultati confortanti nell’affrontare il “girone della morte”.

LA STELLA
Ha la stessa sindrome del suo eterno rivale, Lionel Messi. Strepitoso e irrefrenabile con la maglia del proprio club, a volte nullo e con una media gol infinitamente più bassa in nazionale. Il belloccio del calcio moderno, Cristiano Ronaldo, è atteso ad un bivio importante della sua carriera da campionissimo. Non bastano più scudetti, pubblicità, titoli di capocannoniere e di giornale. Per la definitiva consacrazione, più ancora del Pallone d’Oro, serve un titolo con la nazionale. Impressionante il numero di gol segnati in una stagione trionfale: 60 in tutto, 46 nella Liga. La domanda, ora, è semplice: Cristiano Ronaldo è tornato ad essere il motorino imprendibile degli anni d’oro, o la sua classe indiscutibile è stata esaltata dalla macchina di vittorie del connazionale Josè Mourinho? La seconda risposta è quella temuta da tutti i tifosi portoghesi, alla luce dei 32 gol su 88 presenze in nazionale, ben al di sotto delle medie di club del loro fenomeno. Solo un rendimento in pieno stile “merengues” potrebbe permettere al Portogallo di centrare un passaggio del turno che appare comunque improbabile.

IL JOLLY
A suo tempo, sir Alex Ferguson lasciò andare Cristiano Ronaldo al Real Madrid, naturalmente dietro onerosa ricompensa, sapendo di avere già tra le mani il suo erede designato, tra l’altro connazionale. Nani, pur restando un potenziale campionissimo, ha deluso le attese dell’allenatore del Manchester United restando ancora nella Terra di Mezzo tra promessa e top player. Promessa però, all’età di 25 anni, Nani non può più esserlo e deve spicciarsi a partire da questo Europeo. Se non darà una mano in chiave realizzativa a Cristiano Ronaldo, il Portogallo sarà spacciato perché manca una prima punta di spessore. In stagione ha messo a segno 8 gol in Premier League, non tantissimi, ma in nazionale ha una media gol niente male, 13 su 54 presenze. Se i lusitani riusciranno a centrare una qualificazione davvero difficile, allora di sicuro ci sarà stato il contributo decisivo del jolly Nani.

LA ROSA DEI CONVOCATI
Portieri:
1 Eduardo (Benfica) 12 Rui Patricio (Sporting Lis.) 22 Beto (Cluj)
Difensori:
2 B.Alves (Zenit) 3 Pepe (Real Madrid) 5 F.Coentrao (Real Madrid) 13 R.Costa (Valencia) 14 Rolando (Porto) 19 M.Lopes (Braga) 21 J.Pereira (Sporting Lis.)
Centrocampisti:
4 M.Veloso (Genoa) 6 Custodio (Braga) 8 J.Moutinho (Porto) 10 R.Quaresma (Besiktas) 15 R.Micael (Saragozza) 16 R.Meireles (Chelsea) 17 Nani (Manchester Utd) 20 H.Viana (Braga)
Attaccanti:
7 C.Ronaldo (Real Madrid) 9 H.Almeida (Besiktas) 11 N.Oliveira (Benfica) 18 S.Varela (Porto)
23 H.Postiga (Saragozza)

La formazione tipo
PORTOGALLO (4-3-3): Patricio, Pereira, Bruno Alves, Pepe, Coentrao, Veloso, Moutinho, Meireles, Nani, Cristiano Ronaldo, Postiga.

PRONOSTICO: PORTOGALLO NON PASSA LA FASE A GIRONI • [ 1.60, # ]