Danimarca spacciata nel “girone della morte”

Euro 2012

Povera Danimarca. La nazionale di Olsen, che pure ha fatto un’ottima figura nelle qualificazioni arrivando prima nel suo raggruppamento alle spese del Portogallo, si è ritrovata nel “girone della morte” con Olanda, Germania e gli stessi lusitani. Già fare un solo punto sarà un’impresa titanica.

GIRONE B – DANIMARCA

L’esperto Morten Olsen, il più longevo tra i ct di questo europeo sulla panchina della propria nazionale, davvero sperava in qualcosa di meglio. Il termine “girone della morte” spesso viene utilizzato con troppa enfasi, eppure a questo giro la difficoltà è elevatissima e la qualificazione improbabile. Qualche talento sparso per la rosa c’è, ma nel complesso la squadra ha un valore infinitamente più basso rispetto a quello delle avversarie. Olsen si affida ai gol di Niklas Bendtner, di proprietà dell’Arsenal, mai esploso in maniera definitiva in Premier League. Poi ci sono tante speranze riposte nel gioiellino Eriksen, e anche Elm ha molti ammiratori in Premier League, su tutti il Liverpool che vorrebbe acquistarlo. Ma i tempi dell’incredibile successo di Svezia ’92, quando i danesi furono richiamati dalle vacanze per l’esclusione della Jugoslavia e arrivarono fino alla vittoria, sono decisamente lontani e i margini per ripetersi a questo giro davvero non ci sono. Perché il resto della squadra è modesto, se si pensa che gli unici elementi con una certa esperienza internazionale sono Agger, Kjaer (disastroso in stagione con la Roma e Poulsen (l’ex Juvenutus, in quel ruolo poi forse i bianconeri hanno fatto meglio a prendere Pirlo). Come se non bastasse, ci si è messo pure il problema portiere. Sorensen si è infortunato, e al suo posto è stato chiamato il figlio di Schmeichel, ma titolare dovrebbe partire Lindegaard.

I RISULTATI STAGIONALI
Se il cammino nel girone di qualificazione è stato impeccabile, con tanto di vittoria sul Portogallo per 2-1 nell’ultimo turno, l’11 ottobre scorso, le amichevoli di questo 2012 non sono state altrettanto positive. A febbraio una bruciante sconfitta casalinga con la Russia, bissata dal disastroso ko qualche giorno fa contro il Brasile, quando dopo nemmeno quindici minuti i verderoro erano in vantaggio due a zero, poi trasformatosi nel finale di 3-1.

LA STELLA
Il problema della Danimarca è questo. Si fa fatica a trovare una stella. Il nome che subito viene in mente, e che il veggente sceglie, è quello di Nicklas Bendtner. Ma il giocatore dell’Arsenal non si è mai consacrato ad altissimi livelli non riuscendo mai a centrare in Premier League la doppia cifra. La media gol più alta, però, ce l’ha proprio con la maglia della nazionale danese. Sono 16 le reti realizzate in 41 gare. Perché tutta la squadra è al suo servizio, e nei panni di finalizzatore unico rende di più. Abile nel gioco aereo, e i 194 centimetri di altezza lo aiutano, anche coi piedi ci sa fare. Ma non ha un senso del gol innato e forse per questo non diventarà mai un top player. Ci smentirà in questi Europei?

IL JOLLY
Christian Eriksen è nato il giorno di San Valentino del 1992, sarà forse per questo che ha la straordinaria caratteristica di far innamorare di lui chiunque lo veda con un pallone tra i piedi. Venti anni di talento cristallino in mezzo al campo, qualità e quantità per questo ragazzo che ha stregato l’Europa. Il Milan è sulle sue tracce ma sono molte le società che bussano alle porte dell’Ajax per aggiudicarsi il suo gioiello. Danese di Meddelfart, questo bambino biondo platino viene scovato dai leggendari talent-scout dei Lancieri mentre gioca a pochi chilometri da casa sua, nell’Odense. Ha 16 anni quando l’Ajax compra il suo cartellino e lo aggrega al settore giovanile.
La carriera nella cantera di Amsterdam è folgorante, lo stesso anno del suo trasferimento in Olanda si aggiudica il premio come miglior giocatore danese under 17. L’attenzione della dirigenza per questo prodigioso ragazzino che incanta gli occhi degli osservatori si moltiplicano e, il 10 Gennaio 2010, Martin Jol, lo fa debuttare in prima squadra. La sua prima stagione tra i “grandi” si conclude con ben 21 presenze ed un gol. Due mesi dopo l’esordio con l’Ajax, Christian realizza anche il sogno di indossare la maglia della nazionale danese, dopo tutta la trafila nelle under con gol e prestazioni eccellenti. Morten Olsen, ct danese lo convocherà anche per i mondiali del 2010. La stagione 2010-2011 è quella della consacrazione, gioca 46 partite e segna 8 reti. Ormai il suo nome compare sui taccuini dei direttori sportivi di tutto il Vecchio Continente. Lo scorso Ottobre ha segnato il suo primo gol in Champions ed a fine anno si è aggiudicato, a neanche vent’anni, il titolo di miglior giocatore danese del 2011. Piedi ottimi e facilità di inserimento, l’identikit perfetto del centrocampista che piace tanto ad Allegri, il buon Max ha già segnalato il suo nome a Galliani, per portarlo a Milanello ci vogliono almeno 15 milioni di euro. L’amministratore delegato rossonero ci sta pensando, eccome.

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LA ROSA DEI CONVOCATI
Portieri:
1 S.Andersen (Evian) 16 A.Lindegaard (Manchester Utd) 22 K.Schmeichel (Leicester)
Difensori:
3 S.Kjaer (Roma) 4 D.Agger (Liverpool) 5 S.Poulsen (Az Alkmaar) 6 L.Jacobsen (Copenaghen) 12 A.Bjelland (Nordsjaelland) 13 J.Okore (Nordsjaelland) 18 D.Wass (Evian)
Centrocampisti:
2 C.Poulsen (Evian) 7 W.Kvist (Stoccarda) 8 C.Eriksen (Ajax) 14 L.Schøne (Nimega) 15 M.Silberbauer (Young Boys) 19 J.Poulsen (Midtjylland) 20 T.Kahlenberg (Evian) 21 N.Zimling (Bruges)
Attaccanti:
9 M.Krohn-Dehli (Brondby) 10 D.Rommedahl (Brondby) 11 N.Bendtner (Sunderland) 17 N.Pedersen (Groningen) 23 T.Mikkelsen (Nordsjaelland)

La formazione tipo
DANIMARCA (4-5-1): Lindegaard, Jacobsen, Kjaer, Agger, S. Poulsen, C. Poulsen, Kvist, Rommedahl, Eriksen, Krohn Dehli, Bendtner.

PRONOSTICO: DANIMARCA NON PASSA LA FASE A GIRONI • [ 1.15, # ]