Inzaghi favorito: “Ha avuto la strada spianata”

Inzaghi si concentra sul campionato: anche se favorito alla vigilia, ha perso contro l’Atletico di Simeone ed è uscito dalla Champions.

L’ex difensore di Roma e Bologna Fabio Petruzzi ha parlato ai microfoni di TvPlay. Dapprima si è concentrato su Atletico Madrid-Inter e sull’inaspettata sconfitta degli uomini di Inzaghi. Poi ha parlato della Roma, dell’apporto di De Rossi e dei limiti di José Mourinho.

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Simone Inzaghi (LaPresse)

⁠Per Petruzzi la sfida contro l’Atletico è stata una partita equilibrata: “L’Inter poteva chiuderla con Thuram e Barella, ma poi anche loro hanno avuto un’occasione clamorosa. Alla lotteria dei rigori non sai mai chi può vincerla, non è detto che chi ha i giocatori più forti porti a casa il risultato. Inzaghi però è un grande allenatore e lo sta dimostrando da anni. Non è facile ribaltare il risultato battendo l’Inter, quindi grandi meriti anche all’Atletico”.

Secondo l’intervistato, non si può criticare Lautaro Martinez. “Il Toro è un trascinatore, segna, guida l’attacco e si sacrifica rientrando in difesa. Per me è tra i primi tre o quattro attaccanti al mondo e la sua crescita corrisponde con quella dell’Inter“.

Pur riconoscendo il talento di Inzaghi, l’ex Roma ha dichiarato che a suo giudizio l’allenatore nerazzurro è stato finora favorito dal lavoro di Conte. “Se parliamo di storia, Inzaghi ha ancora una carriera davanti. Ovvio che non ha l’esperienza di Mourinho e Guardiola: Inzaghi si sta ancora affermando. È entrato in una situazione facile perché usa il 3-5-2 ed è arrivato dopo Conte. In questo senso aveva la strada spianata e possiamo dire che Inzaghi è stato favorito“.

Per Petruzzi, Inzaghi è comunque migliorato parecchio negli ultimi due anni: il suo calcio ora esprime qualità. E nonostante la sconfitta contro l’Atletico, l’Inter ha dimostrato di esprimere un gioco tra i migliori d’Europa.

Il futuro è dell’Inter: “Inzaghi favorito da Conte

Come ha detto De Rossi il calcio se non stai con la testa giusta e pensi di fare una passeggiata rischi di trovarti dopo 20 minuti in balia degli avversari“, ha continuato l’intervistato, introducendo il tema della sfida fra i giallorossi e il Brighton.

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Lautaro (LaPresse)

L’intervistato è poi tornato agli anni in giallorosso di Mourinho. “Non sono mai stato innamorato calcisticamente dello Special One. Però ha trasmesso emozioni forti da allenatore della Roma, specialmente quando abbiamo visto lacrime sincere sotto la curva. Ci ha portato a vincere la Conference League… Io ho pianto da piccolo alla finale di Champions persa dalla Roma col Liverpool, quindi so che significa arrivare in finale e vincerla. Calcisticamente non mi ha mai fatto impazzire, né all’Inter, né al Chelsea, né al Manchester United“.

Secondo me la Roma non può giocare col 3-5-2, e ci siamo andati avanti per due anni e mezzo. Può farlo l’Inter perché ha Dimarco e Dumfries che vanno a 200 all’ora sia in fase offensiva che difensiva e ti fanno la differenza. Se hai Karldorp e Kristensen, è diverso. Vedi Celik ora che messo a quattro è un altro giocatore”.

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