La ricetta per diventare un campione del basket: “Questo il segreto”

Rqggiungere l’apice e poi smettere dopo essere stato un campione del basket: ecco la ricetta per non lasciarsi andare…

Gianluca Basile, ex cestita della Nazionale, è intervenuto in diretta ai microfoni di TvPlay per parlare di come è arrivato al top della sua vita dopo essere stato una stella del basket.

Basile racconta la sua vita dopo il basket - www.ilveggente.it
Basile, campione del basket italiano (LaPresse)

Da quando ho intrapreso la carriera del basket mi ero già prefissato quello che avrei voluto fare dopo. Io sono una macchina, mi devo porre continuamente dei nuovi traguardi“, ha dichiarato Basile. “Il mio obiettivo è sempre stato quello di godermi la vita, ma non come quelli che si alzano a mezzogiorno, non fanno nulla tutto il giorno e tornano a letto“.

Basile si dice fortunato, dato che lavora coltivando i propri hobby e si gode la vita facendo delle cose che più gli piacciono. “Ho iniziato tardi, non ho fatto la trafila delle Nazionali minori come hanno fatto la maggioranza dei miei coetanei. Dai quindici ai diciotto anni non volevo andare a scuola e mio padre, avendo le terre, mi portava con lui a lavorare“.

Ho sempre avuto la passione della campagna“, ha continuato l’intervistato. “Mettermi degli obiettivi per me è fondamentale, adesso mi dedico a questo, ma anche alla pesca o all’andare a funghi“.

Mia moglie, inoltre, ha un’associazione che aiuta i cani randagi per cercaregli poi un’adozione. La mia e una vita piena di impegni e riempio le mie giornate in questa maniera: per me è molto appagante. La stanchezza non la noti quando fai delle cose che ti piacciono”.

Il padel è un’ancora di salvezza per restare legato allo sport. Quando smetti di giocare e sei abituato a certi ritmi, è un disastro. Fare la corsetta o andare in palestra l’ho fatto per vent’anni e sinceramente ora mi prende male”.

La vita dopo il basket: “Ecco cosa ho fatto quando ho smesso

Quando ero piccolo giocavo a tennis e di conseguenza il padel è diventato uno sport che mi piace e che mi permette di restare in forma e non ingrassare, anche perché pur andando avanti con l’età continuo a mangiare tanto“.

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Basile (LaPresse)

Ero arrivato a 110 kg, mentre ora sono tornato sui 100 che è il mio peso forma, quello che avevo anche nell’ultimo anno di carriera. Inoltre il padel mi permette di mantenere vivo quello spirito di competizione che ha sempre fatto parte della mia vita”, ha aggiunto l’ex stella del basket.

Fare il giocatore è diverso da fare l’allenatore. Non ho mai avuto un talento smisurato, avevo delle potenzialità fisiche e tecniche, ma non ero un diamante puro. Io ero molto legato al lavoro, se non avessi lavorato in una certa maniera non avrei mai reso. Ho avuto la fortuna di scendere in campo con giocatori come Navarro che mi facevano capire che veniva da un altro mondo. Per avvicinarmi al suo livello dovevo massacrarmi mentalmente e fisicamente, prepararmi al meglio ogni giorno” .

Infine Basile ha raccontato il perché ha deciso di smettere: “Il fisico non era più quello di una volta perché ho cominciato ad avere infortuni muscolari e problemi fisici in generale. Ho smesso tardi perché avevo quarantuno anni, ma se fossi stato ancora in A2 avrei continuato ancora un po’… Col passaggio in A1 è stata dura: l’impatto fisico era cresciuto notevolmente e ne ho accusato. Correre dietro a gente di vent’anni più giovane non è stato semplice e ti accorgi che vai a due/tre marce meno di loro”.

Io guardavo la pallacanestro e studiavo i movimenti. Ad esempio usare i blocchi per uscire da una marcatura l’ho visto fare da Danilovic, poi tutto il resto è stato lavorato tra me e me e con gli allenatori. Guardavo le cose che mi interessavano, mi piacevano e le provavo anche per capire se potessero rientrare nel mio bagaglio tecnico perché non tutti i movimenti si riescono a fare“.

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