Emma Raducanu e quello strano soprannome: rivelazione inaspettata

Emma Raducanu, ecco perché i tabloid britannici le hanno appioppato quello strano soprannome: tutta la verità.

Nel 2022 ha guadagnato 22,8 milioni di sterline: 20 di essi provengono dagli sponsor, il resto dalla sua attività sportiva. Non c’è da stupirsi, quindi, che Emma Raducanu sia la terza atleta donna del mondo ad aver guadagnato di più nell’anno che sta ormai volgendo al termine.

Emma Raducanu e quello strano soprannome: rivelazione inaspettata
©️LaPresse

Una cifra assurda, quella che l’ha portata a scalare la classifica e che le è valsa la conquista di un soprannome che è tutto un programma. Il The Sun, alla luce dei dati trapelati, ha ribattezzato la tennista britannica “Miss Moneypenny”, la celebre segretaria dell’intramontabile James Bond.

Davanti a lei, adesso, ci sono solo due leggende: un gradino più su c’è Serena Williams, con i 30,6 milioni di sterline guadagnati nel 2022; in vetta c’è invece Naomi Osaka, che ne ha percepiti in totale 46 milioni. Ma c’è un altro paragone del quale Emma dovrebbe andare assai fiera.

Emma Raducanu come Lewis Hamilton: ecco perché

Emma Raducanu e quello strano soprannome: rivelazione inaspettata
©️LaPresse

Gli esperti di marketing non riescono a credere ai loro occhi. Non capita spesso che un’atleta ottenga risultati simili e venga bramata fino a questo punto dagli sponsor. Gli analisti ritengono, addirittura, che una cosa del genere non accadesse dai tempi di Lewis Hamilton.

La Raducanu ha avuto un impatto tale sul mercato da indurre aziende grossissime, quali Dior e Tiffany, a volerla come testimonial. Che non è mica poco, per una giovane tennista che si è da poco affacciata sulla scena professionistica. Merito, senz’altro, della sua vittoria allo Us Open 2021, nonché di una bellezza fuori dal comune.

“Non ho ricevuto così tante chiamate da clienti e grandi marchi che sono interessati a lei da quando Lewis Hamilton ha sfondato in Formula 1. Se vince – ha dichiarato l’esperto di marketing sportivo Tim Crow al The Guardian, che rintraccia nella sua multiculturalità il segreto di tanto successo – è ragionevole presumere che diventerà la sportiva britannica più redditizia della sua epoca“. E scusate se è poco.