Berrettini, un’altra doccia fredda | Accertamenti in corso: paura per il piede

Berrettini, ennesimo boccone amaro in questa stagione così sfortunata: potrebbe non trattarsi, come si era pensato, di “semplici” vesciche.

Nell’ultimo game non ci ha neppure provato, a difendersi dal servizio di Lorenzo Musetti. Zoppicava vistosamente e lo avrebbe capito perfino uno che il tennis non lo ha mai seguito, che in lui qualcosa non andava. Sembravano “solo” vesciche, ma le smorfie di dolore di Matteo Berrettini lasciavano purtroppo presagire il peggio.

Berrettini (46)
©️LaPresse

La finale di Napoli l’ha persa – un po’ perché il suo avversario è stato a tratti ingiocabile e meritava di vincere, un po’ perché il romano era chiaramente in sofferenza – ma i guai potrebbero non finire qui. O questo si evince, quanto meno, dalle dichiarazioni che ha rilasciato al termine della gara.

Una doccia fredda. L’ennesima. Dopo l’intervento alla mano e dopo il Covid, arrivati dopo le bizze degli addominali che lo avevano messo ko alle Finals dello scorso anno, questa non ci voleva proprio. Non solo per il prosieguo della stagione, ma per le ripercussioni psicologiche che inevitabilmente deriverebbero da un altro eventuale problema fisico.

Berrettini, altro che vesciche: guai in vista?

Berrettini (46)
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Tutto, adesso, è di nuovo in discussione. L’Atp 500 di Vienna – dovrebbe scendere in campo martedì, ma a questo punto il condizionale è d’obbligo – e il Masters 1000 di Parigi-Bercy sono dietro l’angolo, ma bisogna capire se Berrettini sarà o meno nelle condizioni di prendervi parte.

Già oggi si sottoporrà a degli accertamenti, in ogni caso, per indagare la natura di quella “forte fitta al piede” avvertita durante la partita contro Musetti. “Da inizio secondo set – ha raccontato a Ubitennis – iniziato a sentirlo di più fino ad un certo punto dove ho sentito qualcosa, non so cosa, speriamo niente di grave”. Un dolore “nuovo” e mai sperimentato prima d’ora, a sentir lui, che ritiene che non si tratti di vesciche o di altre “cose di questo tipo”.

Ma l’ostacolo più grosso, dicevamo, è quello “mentale”. Perché, diciamocelo, dopo una stagione così, costellata da mille problemi fisici, un momento di down ci sta anche per uno come lui che sa sempre guardare il bicchiere mezzo pieno. “In questa stagione – ha detto ancora Berrettini – ci sono stati momenti di sconforto, in cui mi sono domandato se sono fatto per fare sport. Però mi sono detto che devo reagire. Uno dei motivi per cui oggi ho giocato e non ho mollato fino alla fine è perché proprio non voglio arrendermi a queste cose qui”. Speriamo solo che il fato, stavolta, possa essere un po’ più clemente con lui.