Musetti ha perso la semifinale di Firenze per via di un problema relativamente al quale ha poi inteso sfogarsi: ecco cosa è successo.
C’è stato un primo break. Poi, ce n’è stato un altro. E a quel punto, qualcosa si è spezzato. Lorenzo Musetti non è più riuscito a tenere testa al suo avversario, Felix Auger Aliassime, benché avesse tutte le armi e le munizioni necessarie per domarlo e per guadagnarsi l’accesso alla finale.
Il risultato della gara ci dice che le cose non sono andate esattamente così. Che sarà il canadese, e non l’italiano, a contendersi con Jeffrey John Wolf il titolo e i punti in palio all’Atp 250 di Firenze. Ma non perché l’azzurro non se lo sia meritato, occhio. Semplicemente perché in campo, qualche ora fa, è accaduto qualcosa di completamente inaspettato.
Sul 2-5, nel primo set, Musetti ha chiesto un time-out medico ed è stato subito chiaro, dalle smorfie di dolore sulle quali hanno più volte indugiato le telecamere, che qualcosa non andasse. Lorenzo è poi rientrato in campo, ma a quel punto le sorti del match sembravano ormai decise.
Musetti e quel problema durante la gara di Firenze
Non si è trattato, come era sembrato in un primo momento, di un problema meramente fisico. C’era molto altro, come ha rivelato il tennista italiano in conferenza stampa, dietro quelle smorfie e quel gioco sotto tono. Per nulla in linea, di certo, con le sue potenzialità e del suo incredibile talento.
“Ho avuto una specie di attacco di panico – ha confessato Musetti quando gli è stato chiesto che tipo di infortunio lo avesse colpito – un blocco al diaframma. Mi ha condizionato, ma ciò non toglie i meriti di Felix che ha servito benissimo ed è stato aggressivo per tutta la partita”. “Sono un po’ amareggiato per come è finita – ha aggiunto ancora – non mi sono ritirato per rispetto del pubblico e della gente che è venuta a vedermi”.
Il carrarino ha poi vuotato ulteriormente il sacco e raccontato di aver già fatto i conti in passato con gli attacchi di panico. “Ho avuto lo stesso problema nel circuito Juniores, dove non ero abituato a certi tipi di pressione. Le prime esperienze. Ora era da tanto che non mi capitava, era successo contro Baez alle Next Gen di Milano l’anno scorso e una volta che mi viene in campo è difficile da gestire. Non ho mai sofferto di attacchi di panico, ma è una cosa che non riesci a superare durante la partita. Ci vuole tempo per tornare alla normalità”. A lui il merito di averne parlato senza timore.

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