Matteo Berrettini, il suo gioco e la sua racchetta | Dentro la tecnica di un campione

Matteo Berrettini non è solo il più grande tennista italiano di oggi ma uno dei più limpidi talenti di questo sport, da sempre. Un fuoriclasse che continua la tradizione di eccellenza che talvolta è stata del nostro paese. Analizziamo il suo stile di gioco e il suo equipaggiamento.

Matteo Berrettini ha incontrato il tennis grazie ai suggerimenti del fratello minore Jacopo. Berrettini infatti è nato sportivo di eccellenza, ma non è nato tennista. Da giovanissimo frequentava con successo tutt’altre discipline, come la pallacanestro e il judo.

Matteo Berrettini
Matteo Berrettini in Coppa Davis a Bologna | Instagram

Una versatilità che insieme al talento purissimo e alla determinazione nell’allenemento con il suo trainer Vincenzo Santopadre ne ha fatto di lui un tennista con pochi uguali. Il numero uno indiscusso del tennis italiano.

I risultati parlano

Anche nello sport l’immagine è importante ma alla fine sono i risultati a parlare e quelli di Matteo sono chiari, indiscutibili. In finale a Wimbledon 2021, semifinale degli US Open 2019 e Australian Open 2022. Le sue vittorie in singolare sono impressionanti: sette trionfi nel massimo circuito e una scalata al ranking ATP che lo ha portato al sesto posto mondiale nel 2022. Ovvero, puramente e semplicemente, il secondo miglior piazzamento di un tennista italiano in classifica mondiale. 

Davanti a lui c’è solo Adrano Panatta, numero 4 del mondo nel 1976.

Come gioca Berrettini

La sua caratteristica fondamentale è il gioco a tutto campo e l’ampiezza del repertorio di colpi. Competitivo su ogni superficie, alla radice del gioco di Berrettini c’è una forte capacità difensiva oltre alla propensione a caricare le sue risposte di un devastante topspin. Il servizio di dritto è un’altra freccia all’arco tecnico di Berrettini, che quando attacca di diritto colpisce con potenza, rotazione e profondità.

Berrettini è insomma un giocatore dell’impostazione estremamente moderna, che trae pieno vantaggio da una fisicità impressionante: alto 196 centimetri, con un peso di oltre 90 Kg è in grado di imprimere ai suoi colpi una forza devastante.

Una racchetta “facile”

Contrariamente a quento ci si potrebbe attendere, Berrettini non ha optato per una racchetta iperspecialistica, creata per assorbire la violenza dei suoi colpi ma ha voluto un attrezzo versatile, adatto a situazioni diverse, che si adatta con immediatezza agli scatti e alle improvvisazioni del suo gioco.

Matteo Berrettini
Matteo Berrettini, il suo diritto a Wimpledon | Foto wikipedia

Si tratta di una Head Graphene 360+ Extreme Pro. Una racchetta decisamente diversa da modelli specialistici ma molto adatta a caricare i colpi di spin e ad assorbire la potenza devastante dei colpi. Le sue caratteristiche sono un ovale da 100in, un peso incordato di 318g e una lunghezza di 68,5 cm. Lo schema corda è un classico 16 x 19.

Una racchetta universale, per un campione decisamente unico e particolarissimo.