Emma Raducanu non si smentisce. Li prende, li butta, trattandoli quasi come fazzolettini. Quando troverà quello giusto per lei?
Emma Raducanu un paio di anni fa era solo una giovane promessa del tennis. Oggi è già una delle campionesse più ammirate e attese del circuito. Il suo gioco e la sua personalità hanno conquistato il pubblico.

E a differenze di altre grandi giocatrici del passato, Emma Raducanu coltiva una femminilità lontana dai modelli “muscolari” maschili. Anche in questo risiede il suo fascino.
Una campionessa inquieta e volubile
Ma per quanto tutto il mondo del tennis sia perdutatamente innamorato di lei, lei non riesce a trovare “l’amore vero” con nessuno dei molti preparatori tecnici e allenatori che ha chiamato finora a collaborare con lei.
I suoi licenziamenti a catena sono ormai diventati un classico. Basti pensare che in poco meno di 18 mesi sono già quattro gli allenatori ad avere ricevuto un brusco benservito. L’ultimo “abbandono” è stato quello di Dmitry Tursunov. Un addio senza preavviso dopo poco più di tre mesi. Un amore sfortunato, lungo quanto un battito di ciglia. Il prossimo pretendente, ci auguriamo per lui di maggiore successo sarà Jez Green. Sulla carta un tecnico solidissimo, a cui devono i loro successi sia Andy Murray che Alexander Zverev. Jez Green sarà con lui già dei preparativi di stagione.
I motivi del licenziamento di Tursunov
Dimitri Tursunov, 39enne russo, è stato un tennista di discreto successo che nel corso di una carriera assai più che discreta è riuscito a scalare la classifica ATP entrando nella esclusivissima Top 20. Ma tutto ciò non è bastato a restare nella grazie di Emma Raducanu per più di un pugno di settimane.

La terribile mangia-allenatori ha colpito ancora. Galeotto è stato il ritiro al torneo di Cluj-Napoca per un infortunio che è arrivato a coronare una stagione molto problematica, sfortunatissima e assai avara di soddisfazioni. 17 vittorie e 19 sconfitte e uno scivolone in classifica WTA che l’ha portata dal 19° al 68° posto. Una serie di battute d’arresto che evidentemente la giovanissima britannica imputa ai suoi allenatori molto più che a se stessa. E che l’ha portata a cambiarne già sei nel corso di una carriera ancora brevissima.
Emma Raducanu: ci sarà mai un altro Richardson?
Emma Raducanu continua quindi a non trovare pace dopo l’avventuroso e molto discusso licenziamento di Andrew Richardson, il suo secondo allenatore, che l’aveva condotta alla vittoria degli US Open. Un allenatore che aveva saputo cogliere le qualità della giovanissima tennista come forse nessun altro, e certamente nessuno tra quelli che l’hanno seguito. Quando la girandola si fermerà assisteremo magari al suo ritorno.

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