Crisi di governo e fattore vitalizi: sentenza bookmaker su elezioni anticipate

Crisi di governo e fattore vitalizi: ecco qual è la sentenza dei bookmaker sulle possibili elezioni anticipate. Si va verso lo scioglimento

Sarà una giornata caldissima per Draghi. Al Senato al momento ci sono le dichiarazioni di voto per il Ddl aiuti, e ieri Giuseppe Conte ha anticipato quale sarà quello del Movimento 5 Stelle, che non voterà contro ma lascerà l’aula. E allora ecco che potrebbe precipitare in maniera veloce la situazione politica italiana, con l’attuale Premier che secondo le indiscrezioni potrebbe già andare stasera da Mattarella per aprire ufficialmente la crisi. La sensazione, netta, è che si vada verso questa direzione in un momento assai delicato per il Paese.

Crisi di Governo
Mario Draghi ©️LaPresse

Si pensava che la questione vitalizi avesse potuto frenare in qualche modo lo strappo che è nell’aria da un poco di settimane. Niente di vero, anche perché il motivo è spiegato proprio dal Corriere della Sera. Qualora ci fosse, come sembra, un’apertura della crisi, i parlamentari riuscirebbe comunque a strappare la pensione dai 60 anni in poi. Il motivo? Eccolo: “perché la legge prescrive che resteranno in carica fino alla prima seduta del prossimo Parlamento. E anche se le Camere venissero sciolte oggi, tra il periodo di campagna elettorale, il giorno del voto e l’insediamento dei nuovi rappresentanti del popolo, passerebbero almeno ottanta giorni”. Questa è la spiegazione, chiara, del Corriere della Sera. Il gioco, insomma, è fatto.

Crisi di governo, la sentenza dei bookmaker

©️LaPresse

In questo contesto c’è la sentenza dei bookmaker. Che vedono una fine di questo Governo ormai alle porte. Secondo Agipronews infatti, su rilevazione Oddsdealer.net  è probabile che vadano tutti a casa entro la fine del mese (un’ipotesi a 1,50, contro il no a 2,30) e che si vada ad elezioni anticipate entro l’anno, una possibilità offerta a 1,30.

Si guarda anche oltre, su quelli che potrebbero essere i successori di Mario Draghi: davanti a tutti c’è il ministro dell’Economia, Daniele Franco, a 2,80, poi la ministra della Giustizia, Marta Cartabia a 3,30. Al terzo posto il leghista Giancarlo Giorgetti, a 4,20, con la presidente del Senato Elisabetta Casellati a 5,50. Dentro anche Di Maio, dato a 15.