Kyrgios-Tsitsipas, bis a Wimbledon: galeotto fu il coaching

Kyrgios-Tsitsipas, sfida mai banale quella tra l’australiano e il greco, in questo momento in campo l’uno contro l’altro a Wimbledon.

Amici-nemici. Non esiste forse miglior espressione per descrivere il burrascoso rapporto fra Nick Kyrgios e Stefanos Tsitsipas, da pochi minuti in campo per sfidarsi nel match di terzo turno più intrigante tra quelli in programma a Wimbledon. Uno scontro che si preannuncia spettacolare, sulla falsariga di quello che si è giocato appena due settimane nel torneo di Halle, in Germania. Sull’erba tedesca la spuntò l’australiano, che si era aggiudicato i primi due testa a testa, a Washington e in Atp Cup. Nel confronto di Laver Cup, lo scorso settembre, aveva invece avuto la meglio il tennista greco.

Stefanos Tsitsipas ©️Ansafoto

I due hanno in comune il sangue ellenico – Kyrgios solo per parte di padre – ma sul rettangolo di gioco si comportano in maniera completamente diversa. Pacato, inespressivo e silenzioso Tsitsipas, esuberante, irriverente e spesso isterico il nativo di Canberra, famoso per le sfuriate contro giudici di sedia e pubblico oppure per le racchette spezzate. Soltanto poche ore fa gli è stata comminata una multa salata dagli organizzatori del torneo per aver sputato verso uno spettatore che era stato poco tenero nei suoi confronti.

Kyrgios-Tsitsipas, lo scorso anno fu polemica

Nick Kyrgios
©️Ansafoto

Tra Kyrgios e Tsitsipas c’è sempre stato grande rispetto, che per un periodo era sconfinato anche in un sentimento di amicizia. Qualcosa s’era rotto tuttavia la scorsa estate, quando non se l’erano mandate a dire a proposito della possibile “legalizzazione” del coaching, la possibilità di consultarsi con il proprio allenatore durante il match. Tsitsipas, che più volte è stato sanzionato per averlo fatto con suo padre, è ovviamente favorevole. Di diverso avviso l’australiano, che sui social la definì una “terribile proposta”. Il greco a quel punto si sentì chiamato in causa e gli rispose con un ironico “te lo prendo io un coach”, riferendosi alla scelta non convenzionale di Kyrgios di non avvalersi di un allenatore.

Successivamente avevano avuto modo di chiarirsi e fare pace, ma con una “testa calda” come quella di Kyrgios non si può mai restare tranquilli. E ora godiamoci lo spettacolo.