Berrettini si affida al caso: neanche Djokovic lo spaventa più

Berrettini ha rilasciato una dichiarazione che lascia chiaramente intendere le sue intenzioni “bellicose”: ecco cosa ha detto il tennista.

Quando, con una certa impazienza, attendiamo di scoprire in che modo il destino abbia smistato i tennisti e “pilotato” i sorteggi dei tabelloni principali, i nostri campioni del cuore ce li immaginiamo in preda al panico. Intenti a fare su e giù davanti al televisore o al pc, accompagnando il rito con tutti gli scongiuri del caso e aspettando il verdetto.

Berrettini
Instagram

Probabilmente ci sbagliamo. Certo un buon sorteggio può facilitare tanto il loro percorso, ma la verità, a quanto pare, è che i diretti interessati ci pensano molto meno di noi. E che mentre i tifosi si ossessionano al pensiero che il loro beniamino possa imbattersi in un avversario particolarmente ostico, gli atleti sono molto più fatalisti.

La prova del fatto che le cose stanno così ce l’ha fornita Matteo Berrettini, che si appresta a iniziare un altro Wimbledon da protagonista indiscusso. Il romano è tra i favoriti per la vittoria dello Slam e sembra proprio che, almeno sulla carta, la fortuna abbia deciso di girare dalla parte giusta.

Berrettini gonfia il petto: la frase che sa di minaccia

Berrettini
Instagram

La paura più grande era che il sorteggio lo costringesse ad affrontare immediatamente un osso duro del calibro di Novak Djokovic o Rafael Nadal. Ma il rischio, per il momento, è ampiamente scampato. Il suo percorso non sembra troppo irto di ostacoli e ci sono buone possibilità, quindi, che arrivi nuovamente fino in fondo.

Ma sbaglia chi crede che questo lo faccia sentir meglio. Perché, come ha riferito lui stesso alla Gazzetta dello Sport, il main draw non è qualcosa che lo preoccupa più di tanto. “Come sempre ci butto un occhio – ha detto quando gli è stato chiesto se fosse contento del fatto che incontrerà Nole, eventualmente, solo in finale – ma più che altro per avere idea dei giorni delle partite e di quelli di riposo“.

“Alla fine tutto è così casuale – ha commento ancora Berrettini – soprattutto in un torneo difficile come questo, che la cosa importante è tenere fissa la concentrazione su una partita per volta. Anzi, su un punto per volta, a cominciare dal primo. E comunque – ha concluso – credo siano gli altri a dover avere un po’ di paura, a preoccuparsi di me e da quale parte sia finito“.