La prima volta di Sinner: Berrettini gli cede lo scettro

Sinner pronto per il passaggio di consegne. È in arrivo un regalo grosso così da parte dell’amico e collega Matteo Berrettini.

Quello che il web ci restituirà alla fine di Wimbledon sarà un ranking bugiardo come non mai. Novak Djokovic avrà scartato i punti vinti all’edizione 2021 e scivolerà via dal podio come se non giocasse da mesi. Perché la decisione dell’Atp di non assegnarne neanche mezzo, in risposta all’esclusione di russi e bielorussi, in fondo premierà chi lo scorso anno sull’erba inglese non ha fatto un granché.

Sinner
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Tant’è che anche Matteo Berrettini farà la stessa fine di Nole. Solo che per lui andrà ancora peggio, dal momento che lo stop di tre mesi imposto dall’intervento alla mano si era già ripercosso negativamente sul suo bottino. Perdere i punti incassati raggiungendo la finale dello Slam sarà, quindi, “letale” per lui.

Il romano uscirà dalla top 20 anche nel caso in cui, ed è qui che sta il paradosso, dovesse riuscire ad imporsi all’All England Club. Vincerebbe il torneo, con tutto il prestigio che ne deriva, ma nulla cambierebbe in termine di ranking, considerando che Wimbledon 2022 sarà a conti fatti solo una semplicissima “esibizione”.

Sinner, regalo da Berrettini in arrivo

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C’è però un’amara consolazione, in tutto ciò. Se Berrettini, pur avendo vinto a Stoccarda e al Queen’s, precipiterà nella classifica dei migliori tennisti del mondo, Jannik Sinner ne trarrà giovamento. Che non è esattamente il massimo, ma per gli italiani è comunque un “balsamo”.

Nel momento in cui Matteo scarterà i punti di Wimbledon, il sorpasso da parte dell’altoatesino sarà automatico. Lo supererà a livello di classifica, ma non solo: Berrettini si vedrà anche costretto a cedergli lo scettro di numero uno d’Italia, status che il nativo di San Candido non aveva ancora mai ottenuto. Sarà il 28esimo italiano nella storia ad ottenere questa “corona”, per la precisione.

Un passaggio di consegne alquanto singolare, quello che avverrà a giorni, ma tant’è. Al romano non resta altro da fare che accettare la decisione dell’Atp, sebbene chiaramente non la condivida. “Non credo – ha riferito all’Equipe – sia molto giusto. Avrebbero dovuto almeno far sapere ai giocatori cosa stava succedendo. Nessuno ci ha chiamato. So che la situazione è complicata, che non è giusto per russi e bielorussi. Ma quando stai per prendere una decisione del genere con conseguenze così gravi, il minimo che puoi fare è ascoltare i giocatori, informarli in anticipo”.