Sinner mastica amaro: l’erba di Berrettini è sempre più verde

Sinner mastica amaro, l’altoatesino continua a fare a pugni con la superficie “viva”. E c’è chi fa il confronto con il tennista romano. 

L’erba e Jannik Sinner, in questo momento nient’altro che due rette parallele ben lungi dall’incontrarsi. L’altoatesino, che da due anni a questa parte incarna la più luminosa speranza del tennis azzurro insieme a Matteo Berrettini, non riesce ancora a instaurare il giusto feeling con la cosiddetta superficie “viva”.

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Jannik Sinner ©️LaPresse

Che il rapporto fosse complicato lo si era già intuito un anno fa, quando un Sinner in ascesa e reduce da una buona stagione su terra si limitò a giocare solamente due partite tra il torneo londinese del Queen’s e Wimbledon, arrendendosi prima a Jack Draper e poi a Marton Fucsovics. Stavolta il responsabile della terza eliminazione al primo turno consecutiva è stato lo statunitense Tommy Paul. Un discreto giocatore, ma non di certo un erbivoro puro. Ieri l’americano si è preso la rivincita della sconfitta patita circa due mesi fa a Madrid superando Sinner in tre set, con un perentorio 6-3 3-6 6-3 nel match valido per gli ottavi di finale dell’Atp 250 di Eastbourne. L’azzurro è dunque costretto a rimandare ancora una volta la prima gioia per una vittoria sull’erba nel circuito. Nel 2019 ne vinse due in Olanda, a ‘s-Hertogenbosch, ma si trattava di qualificazioni.

Sinner mastica amaro, erba sempre più indigesta per la stella del tennis azzurro

Jannik Sinner ©️Ansafoto

Lo scivolone con Paul in realtà può contare su diverse attenuanti. Una su tutte la scarsa condizione fisica, visto che il nativo di San Candido si ripresentava dopo tre settimane di stop forzato. Colpa di quel fastidio al ginocchio che negli ottavi del Roland Garros, contro il russo Rublev, gli aveva impedito di portare a termine il match, costringendolo al ritiro. Wimbledon, in questo senso, sarà una sorta di prova del nove. Sinner parte con l’obiettivo di fare bene ai Championships, ma al tempo stesso sa che dovrà lavorare ancora molto per ottenere buoni risultati anche sul verde. A cominciare da quel servizio – ieri non ha messo in campo neanche il 50% di prime palle – tornato improvvisamente a balbettare.

E chissà che il suo nuovo supercoach, Darren Cahill, non gli dia qualche dritta per fare meglio già da lunedì prossimo. Nel frattempo il confronto sull’erba con il suo connazionale Berrettini – che tra qualche settimana supererà in classifica per via della scelta di Wimbledon di non assegnare punti – continua ad essere impietoso. E qualcuno, in rete, non ha potuto fare a meno di farlo notare.